Dovremmo essere tutti femministi

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Questo è un testo breve, poco più di 40 pagine che si leggono in una ventina di minuti. Veloce e leggero, è l’adattamento di una conferenza TEDx tenuta nel 2013 da Chimamanda Ngozi Adichie. Parla di genere e di come gli stereotipi di genere costruiscono gabbie, per uomini e per donne (le gabbie delle donne sono più piccole e strette, naturalmente). Gli esempi, dall’America e dall’Africa, sono semplici e chiari, si riferiscono a situazioni quotidiane alle quali si è fatta l’abitudine e che ritroviamo in Europa e in Italia.

La rivisitazione e interpretazione del femminismo viene fatta da una donna di oggi, che si interroga sul significato e sul valore di questa parola. La parola femminista sembra avere oggi una connotazione negativa, perché viene vissuta come la negazione della femminilità e rinuncia a tante cose che, invece, l’autrice (come tutte noi del resto) rivendica per se: i tacchi, il rossetto, il vestito attillato, ecc.

…la parola ‘femminista’ si porta dietro un bagaglio negativo notevole: odi gli uomini, odi i reggiseni, odi la cultura africana, pensi che le donne dovrebbero sempre essere ai posti di comando, non ti trucchi, non ti depili, sei perennemente arrabbiata, non hai senso dell’umorismo, non usi il deodorante.
Pg.6/7

Ma il femminismo non è questo e Chimamanda ne propone una definizione aggiornata nel suo testo, chiarendone le specificità.

C’è chi chiede: “Perché la parola femminista”? Perché non dici semplicemente che credi nei diritti umani, o giù di lì?” Perché non sarebbe onesto. Il femminismo ovviamente è legato al tema dei diritti umani, ma scegliere di usare un’espressione vaga come “diritti umani” vuol dire negare le specificità del problema del genere. Vorrebbe dire tacere che le donne sono state escluse per secoli. Vorrebbe dire negare che il problema del genere riguarda le donne, la condizione dell’essere umano donna, e non dell’essere umano in generale.
Pg.34

La mia definizione di “femminista” è questa: un uomo o una donna che dice sì, esiste un problema con il genere così com’è concepito oggi è dobbiamo risolverlo, dobbiamo fare meglio. Tutti noi, donne e uomini, dobbiamo fare meglio.
Pg. 41

Qui, dunque, parliamo di genere. Pg.38

Parliamo di genere, di differenza e di stereotipi. Cosa crea il modo di pensare e di vedere le cose? Cosa fa considerare normale un cosa o un’altra? Cosa fa credere che le donne debbano fare certe scelte e gli uomini altre?

Gli esempi sono semplici:

Se facciamo di continuo una cosa diventa normale. Se vediamo di continuo una cosa, diventa normale. Se solo i maschi diventano capoclasse, a un certo punto finiamo per pensare, anche se inconsciamente, che il capoclasse debba per forza essere un maschio. Se continuano a veder solo uomini a capo delle grandi aziende, comincia a sembrarci ‘naturale’ che solo gli uomini possano guidare le grandi aziende.
Pg.9

La questione della differenza è centrale e deve essere preso in considerazione quando si parla di donne e di politica delle donne. Dobbiamo tenere sempre presente che esiste un problema di genere.

Uomini e donne sono diversi. Abbiamo ormoni diversi, organi sessuali diversi e capacità biologiche diverse: le donne possono avere figli, gli uomini no. Gli uomini hanno più testosterone e sono generalmente più forti delle donne. Le donne sono leggermente più numerose degli uomini (il 52 per cento della popolazione mondiale è femminile), ma la maggior parte dei posti di potere e di prestigio è occupata da uomini. Wangari Maathai, attivista keniana e Nobel per la Pace morta nel 2011, l’ha sintetizzato perfettamente così: più sali e meno donne trovi…
Quindi gli uomini governano, nel vero senso della parola, il mondo. La cosa poteva avere senso mille anni fa, quando gli esseri umani vivevano in un mondo in cui la forza fisica era la qualità più importante per sopravvivere. E gli uomini di solito sono fisicamente più forti (è ovvio che esistono molte eccezioni). Oggi viviamo in un mondo profondamente diverso. La persona più qualificata per comandare NON è quella più forte. È la più intelligente, la più perspicace, la più creativa, la più innovativa. E non esistono ormoni per queste qualità . Un uomo ha le stesse probabilità di una donna di essere intelligente, innovativo, creativo. Ci siamo evoluti. Ma le nostre idee sul genere non si sono evolute molto.
Pg.13/14

<<Il genere, per come funziona oggi, è una grave ingiustizia. Io sono arrabbiata. Dovremmo tutti essere arrabbiati. La rabbia è riuscita spesso a innescare cambiamenti positivi. Oltre alla rabbia, nutro speranza, perché credo fermamente nella capacità di miglioramento degli esseri umani.>>
Pg. 16/17

Il genere conta in tutto il mondo. E oggi vorrei che tutti cominciassimo a sognare e a progettare un mondo diverso. Un mondo più giusto. Un mondo di uomini e donne più felici e più edili a se stessi. Ecco da dove cominciare: dobbiamo cambiare quello che insegniamo alle nostre figlie. Dobbiamo cambiare anche quello che insegniamo ai nostri figli.
Pg.20

Ma la cosa peggiore che facciamo ai maschi – spingendoli a credere di dover essere dei duri – è che li rendiamo estremamente fragili. Più un uomo si sente costretto a essere un duro e più la sua autostima sarà fragile.
E poi facciamo un torto ben più grave alle femmine, perché insegniamo loro a prendersi cura dell’ego fragile dei maschi.
Insegniamo alle femmine a restringersi, a farsi piccole.
Diciamo alle femmine: puoi essere ambiziosa, ma non troppo. Devi puntare ad avere successo, ma non troppo, altrimenti minaccerai l’uomo. Se nella coppia guadagni di più, fai finta che non sia così, soprattutto in pubblico, altrimenti lo renderai meno virile.
Pg.22

È facile dire: le donne possono rifiutare tutto questo. Ma la realtà è più difficile, più complessa. Siamo tutti esseri sociali. Interiorizziamo idee che derivano dalla società in cui siamo inseriti.
Pg.24

Il problema del genere è che prescrive come DOVREMMO essere invece di riconoscere come siamo. Immaginate quanto saremmo più felici, quanto ci sentiremmo più liberi di essere chi siamo veramente, senza il peso delle aspettative legate al genere.
Pg.27

E se educando i nostri figli, ci concentrassimo sulle CAPACITÀ invece che sul genere? Sugli INTERESSI invece che sul genere?
Pg.29

Sto cercando di disimparare molte lezioni sul genere che ho interiorizzato crescendo, ma a volte mi sento ancora vulnerabile di fronte alle aspettative di questo tipo.
Pg.32

Molti di noi pensano che, meno si mostra femminile, più una donna ha probabilità di essere presa sul serio. Un uomo che va a un incontro di lavoro non si chiede se sarà preso sul serio in base a come è vestito, una donna sí.
Pg.33

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Chimamanda Ngozi Adichie è nata ad Abba, in Nigeria, nel 1977 ed ha proseguito gli studi negli Stati Uniti. Ha vinto premi con i suoi libri, pubblicati in Italia da Einaudi.

Il discorso Dovremmo essere tutti femministi, dal quale è tratto il libro, è stato tenuto da Adichie nel 2013 durante una conferenza TEDx.

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