Vipera (6)

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Napoli 1932. Nel bordello Paradiso viene trovata uccisa la puttana più bella e famosa, chiamata Vipera. Tutto accade nel periodo che precede la Pasqua e in città si sta organizzando la festa, con una cura particolare nella preparazione dei cibi per il pranzo pasquale.

Ricciardi incontra sempre i suoi morti, vede la forma delle loro emozioni nell’ultimo istante di vita, fino a che non sbiadisce nel sole e nel vento.
Lo accompagna il fidato brigadiere Maione, bella figura con forte senso di giustizia. Radicato nella sua numerosa famiglia alla quale ha aggiunto Benedetta, la bambina rimasta orfana dall’ultima avventura.
Ci sono anche Enrica e Livia, sempre innamorate di Ricciardi che, però, mantiene il suo stato solitario e, nonostante l’ultimo romanzo abbia lasciato presagire un avanzamento nei rapporti con Enrica, ritroviamo sempre una situazione di immobilismo scoraggiante.
Non manca il dottor Modo, accompagnato dal suo cane che da Il giorno dei morti non lo abbandona più. Il dottore, in questo romanzo, incorre in una brutta avventura dalla quale sarà salvato dall’intervento dei suoi amici e di Livia, vicina al potere fascista.
Questo romanzo racconta la vita di alcune ragazze del bordello: oltre a Vipera e alla ricostruzione della sua triste storia incontriamo Lily, un’altra ragazza, e Madame Yvonne la tenutaria.
L’atmosfera nel bordello non è certo allegra, non solo per la morte di Vipera, ma perché dietro ogni storia si nascondono rinunce, miseria, delusioni e nostalgie.

Lily

“ – Stiamo qua dentro, commissà. Chi per un motivo, chi per un altro. Non è una vita facile, si passa il tempo assieme, si parla. E’ come la galera, quando la gente capita insieme senza averlo scelto……
……– Certi pomeriggi, quando pioveva forte e non c’era nessuno, ci mettevamo a chiacchierare, stese sul letto da me o da lei. Tutti i sogni che avevamo buttato via, tutte le cose che potevano succedere e che non erano successe…” (pg.74)

Dr. Modo

“ – …Ma sai anche tu che il principale motore dell’umanità è proprio il sentimento, e che alla fine il sentimento è solo una maniera raffinata di chiamare il sangue che scorre alimenta le voglie. Siamo animali, amico mio, e non ce ne dobbiamo dimenticare. Nonostante la chiesa, che vuole convincerci che siamo puro spirito, o quei vostri simpatici governanti che ci vedono come numeri in fila su un foglio di carta.” (pg.79)

Bambinella, figura leggera e sempre ironica

“ – Brigadiè, io tirerei pure diritto, ma non ho mai capito da che parte si va.” (pg.89)

Livia

Livia si era innamorata di Ricciardi appena l’aveva guardato negli occhi, ora lo sapeva. Certe emozioni lasciano l’impronta, penetrano in un territorio inesplorato dell’anima, accedono a un suolo sconosciuto nel cuore e ne prendono possesso per sempre.” (pg.125)

Descrizioni di persone o stati d’animo di qualcuno

Non sarebbe stata brutta, la sedicente sorella di Coppola Giuseppe: i colori erano bellissimi, le pupille brillavano nel sole come i capelli di grano maturo; ma i lineamenti erano induriti da un carattere autoritario e volitivo, con due rughe profonde agli angoli della bocca. (pg.129)

Maione assunse l’aria assonnata che gli era abituale quando non voleva dare adito a discussioni. (pg.129)

Lo struscio a Napoli

Il tempo, durante la passeggiata detta struscio per l’ormai perduto ricordo di un’andatura penitenziale dei pellegrini, che appunto camminavano trascinando i piedi, si andava dilatando anche per gli incontri che si facevano. Era tutto uno scappellarsi e un inchinarsi, un sorridersi e un salutarsi, pure tra chi si incrociava ogni giorno nella normale attività; ma lo struscio era lo struscio, un’occasione speciale, una festa prima della festa.” (pg.175)

Maione ed il suo amore schietto e semplice

Quando mai, commissà. Il bene che si vuole è una cosa semplice, e fa parte della natura umana. Se io voglio bene a una persona, la voglio vedere felice. Se una cosa la rende infelice, e io la posso risolvere, non ci sta forza al mondo che possa trattenermi dal farla. (pg.214)

L’anno scorso Vanna Vinci ha disegnato la graphic novel di Tamara De Lempicka ed ho visto Livia in un suo disegno. Per me era Livia, l’ho immaginata proprio così nelle mie letture del Commissario Ricciardi, con il cappellino e la veletta, con il rossetto, curata e perfetta.

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Il senso del dolore (1)

La condanna del sangue (2)

Il posto di ognuno (3)

Il giorno dei morti (4)

Per mano mia (5)

In fondo al tuo cuore (7)

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