Il caso Spotlight, pensieri sull’abuso

Ciò che è impensabile diventa invisibile agli occhi. L’abuso sessuale di bambini è un orrore che è difficile collocare nella propria realtà, e anche quando è vicino, oltre l’angolo della strada che porta a casa, non è percepibile perché assume la maschera della quotidianità. La normalità che nasconde l’indicibile.

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Ne ‘Il caso spotlight’ c’erano tutti gli indizi e anche le prove, da decenni, per potersi rendere conto dell’orrore a cui sono stati costretti tanti bambini e bambine. Ma chi sapeva ha taciuto per connivenza, potere o altro, troppo simile ad una cattiva coscienza; gli altri, che non erano a conoscenza, non hanno saputo o potuto vedere.

Questi altri, la maggioranza di cui noi tutti siamo parte, non si possono condannare semplicemente perché l’orrore non si può pensare, non si può immaginare e questo lo rende invisibile. Quando l’orrore trova l’accesso alla parola e alla denuncia, anche allora succede che la ragione si rifiuti di credere e troppo spesso la vittima è lasciata sola. Questo spiega tanti silenzi e aggiunge trauma al trauma. Perché quando qualcuno trova la forza di rivelare l’indicibile e non viene creduto, soprattutto dalle persone che dovrebbero proteggerlo, il mondo diventa un posto invivibile. Sembra che solamente chi viene da fuori e non è intriso del benpensare e della normalità di una certa quotidianità, un outsider quindi, possa scoprire le carte e far luce su quanto succede dietro certi rispettabili posti. Allora il silenzio, se perdura, diventa più pesante e assume la veste della complicità.

Titolo Originale: Spotlight
Genere: Drammatico
Sceneggiatura: Josh Singer, Tom McCarthy
Anno: 2015
Regia: Tom McCarthy
Distribuzione: BIM Distribuzione
Interpreti: Michael Keaton, Mark Ruffalo, Rachel McAdams, Liev Schreiber, John Slattery e Stanley Tucci
Data uscita: 18/02/2016

3 thoughts on “Il caso Spotlight, pensieri sull’abuso

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