Il post impressionismo in Europa

Nella mostra di Verona, conclusa il 28 marzo 2016, il protagonista è stato il filone artistico post-impressionista chiamato divisionismo. Seurat – Van Gogh – Mondrian sono tra i principali artisti della collezione di opere di Helene Krōller-Müller.

Da Seurat, a Van Gogh, a Mondrian il percorso ha illustrato la diffusione della forma d’arte che ha estremizzato l’impressionismo e poi lo ha superato: dalla composizione divisa del colore chiamata Pointillisme in Francia e Divisionismo in Belgio e Olanda, arrivando all’Astrattismo.
È stato Roger Fry, del gruppo di Bloomsbury, a coniare il nome post-impressionismo.
Le caratteristiche principali di questa tecnica sono tocchi di colore, con punti più o meno piccoli, accostati in modo che la mescolanza avvenga nell’occhio di chi guarda e non sulla tela.

Si era aperta, quindi, verso la fine del 1800, una nuova stagione della pittura con Georges Seurat (1859-1891) fondatore del Pointellisme, che ha eseguito composizioni geometriche con colori brillanti e luce diffusa.
Il primo quadro in apertura alla mostra di Verona, “Domenica a Port-en-Bessin” (1888) mette in evidenza queste caratteristiche, dove l’indagine della realtà si basava sullo sviluppo della fotografia di quegli anni e l’effetto della composizione è ottenuto con picchiettature di colore.

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G. Seurat, Domenica a Port-en Bessin. 1888

 

L’altro interprete principale di questa forma d’arte è Paul Signac (1863-1935) che ha usato anche pennellate più lunghe con colori più accesi. I suoi dipinti non propongono solo paesaggi vuoti di presenze umane ma anche interni e persone come ne “La sala da pranzo”, 1886/7. Una tela in cui la luce e il silenzio sono protagonisti. Le persone del quadro non si parlano, non si guardano, non interagiscono. Sono fissate nella luce e nei colori, immobili in uno stile di pittura lento e meticoloso.

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P. Signac, La sala da pranzo. 1886-1887

 

In Theo Van Rysselberge (1862-1926), pittore belga, i soggetti diventano più narrativi. “In luglio prima di mezzogiorno” del 1890 l’interesse è per la luce e il colore e la tecnica è lenta e meditata, come il tema rappresentato.

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T. Van Rysselberge, In luglio prima di mezzogiorno, 1890

Dal 1890 Theo perse l’interesse scientifico a favore della bellezza e andò oltre il divisionismo.

Anche l’aspetto sociale e del lavoro è rappresentato da alcuni artisti del divisionismo.
Così pure il simbolismo, un movimento internazionale prima di tutto letterario, ha segnato il ritorno all’arte sacra.

Vincent van Gogh (1853-1890) negli anni francesi, si è avvicinato al divisionismo interpretandolo però secondo la sua personalità: coinvolto, travolgente e impetuoso nel tratto di colore. Antitetico a Seurat e Signac con le sue pennellate forti e drammatiche.
Van Gogh ha assorbito tutti i principi delle avanguardie e li ha rielaborati nel suo stile unico.
Quattro i quadri di Van Gogh presenti, tra cui Autoritratto del 1887, un quadro di piccole dimensioni ma fortemente espressivo;

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V. van Gogh, Autoritratto. 1887

Paesaggio con fasci di grano e luna che sorge, dipinto nel 1889 durante il ricovero nell’ospedale psichiatrico di San Remy, precursore dei più famosi dipinti di grano;

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V. van Gogh, Paesaggio di grano e luna che sorge. 1889

“Il seminatore” 1888, tema ripreso da Millet e tradotto in chiave moderna; in quest’ opera è il sole, il giallo, il vero protagonista, centro del quadro che catalizza lo sguardo.

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V. van Gogh, Il seminatore. 1888

 

Il novecento è rappresentato con opere di altri autori belgi e olandesi collezionati da Hélène Kröller- Müller che ha raccolto le opere in un museo nella campagna olandese.
Tra questi mi ha colpito Jan Toorop (1859-1928), pittore olandese, con “Raccoglitori di conchiglie sulla spiaggia”, 1891, un’opera quasi astratta dove è evidente una dissoluzione della forma, in fasce di colore e di luce.

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Jan Toorop, Raccoglitori di conchiglie sulla spiaggia, 1891

In conclusione del percorso: l’astrattismo di Piet Mondrian (Amsterdam 1872-New York 1944) che, partito come pittore post impressionista e divisionista, è arrivato all’astrattismo prima della Grande Guerra. Nel 1913 ha dipinto uno dei primi grandi quadri astratti:

Composizione n. II, dove pure forme geometriche sono sfumate verso l’esterno.

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P. Mondrian, Composizione n. II, 1913

Mondrian è andato sempre più verso l’astrattismo geometrico, con linee rigorose, con il quadrato e il rettangolo come forme principali e con i colori primari del giallo, rosso e blu, come in Composizione con rosso, giallo e blu del 1927, opera che chiude la mostra.

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P. Mondrian, Composizione con rosso, giallo e blu. 1927

 

Questo percorso è partito dai puntini ed è arrivato al quadrato, alla composizione astratta-intellettuale, in una sintesi della forme e del colore che ha aperto alle avanguardie del novecento.

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