“L’arte espanderà la sua nuova fioritura…”

Simbolismo III

Gli artisti esponenti del Simbolismo in Italia sono ben rappresentati in mostra a Milano, distribuiti nelle sale e interpreti delle varie tematiche del movimento – dal sogno, al mito, alla raffigurazione provocante e pericolosa della donna – ma soprattutto nella parte finale si possono vedere alcune delle loro opere ‘monumentali’.
In Italia il simbolismo è diverso dalle altre parti d’Europa, assume una forma particolare e diventa ben presto futurismo.

Rappresentato a Milano da Segantini, Previati, Pelizza da Volpedo e Morbelli il simbolismo si declina in una pittura divisionista, che si fa anche interprete delle tensioni sociali e delle inquietudini del ventennio precedente la Grande Guerra.
Segantini ha un’idea elevata dell’arte, come rinnovamento della società e dell’uomo, come espressione di ideali nobili: l’arte come un culto di bellezza della vita quotidiana.

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Giovanni Segantini, L’amore alla fonte della vita, 1899

 

A Roma Sartorio e De Carolis sono fortemente influenzati da D’Annunzio e il mito e l’allegoria sono i temi preferiti.

“L’arte espanderà la sua nuova fioritura, originale e suprema, in un’atmosfera di sogno.” Gabriele D’Annunzio, in ‘Il Mattino’, 1892

“D’Annunzio grande manipolatore di immagini, diventava così il riferimento letterario principale del movimento simbolista e a sua volta l’interprete dei maggiori protagonisti del simbolismo, da Sartorio a De Carolis, Bistolfi e Segantini.” (F. Mazzocca)

Sartorio soprattutto interpreta lo spirito dannunziano ispirandosi per le sue opere all’arte bizantina. Pittore ‘vate’ della nuova Italia era convinto di recuperare il primato italiano nell’arte (Giovanni Cena non lo riteneva possibile perché, scrisse, era “infarcito di classicismo”).

Sartorio – pittore, scultore e regista – studioso della pittura preraffaellita, ha dipinto questo trittico su commissione del conte Gegè Primoli per il suo matrimonio. Modelle sono le dame dell’aristocrazia, tra le quali la moglie di D’Annunzio Maria Hardouin, l’ultima tra le vergini stolte. Il riferimento alla parabola delle vergini intende indicare il comportamento esemplare che le mogli dovrebbero avere.

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Giulio Aristide Sartorio, Le Vergini savie e le Vergini stolte, 1890/91.

 

Quattro monumentali dipinti La Luce, Le Tenebre, L’Amore e La Morte sono realizzati su imitazione della scultura, a monocromo, ed esposti alla Biennale di Venezia del 1907.

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Giulio Aristide Sartorio, Il poema della vita umana. La Luce, Le Tenebre, L’Amore, La Morte. 190

 

Un artista come Alberto Martini si discosta dal genere divisionista, classicista e fiorito che abbiamo visto con Segantini e Sartorio. I suoi disegni a inchiostro di china presenti in mostra, “La parabola dei celibi” del 1904 e altri, hanno come riferimento l’illustratore inglese Aubrey Beardsley e il belga Félicien Rops. Immagini oniriche, atmosfere notturne da incubo mettono in scena il tema, amato dal simbolismo internazionale, della femminilità corruttrice.

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Alberto Martini, La Venere dissepolta, La parabola dei celibi, 1904

 

 

 

Galileo Chini ha dipinto grandi pannelli su ispirazione di Klimt. A Milano è presente “ La primavera classica” che fa parte di 18 pannelli decorativi sul tema della primavera che si rinnova.

“Mentre attendevo a questo lavoro, venivo pensando a tante cose… Pensavo alle logge fiorite delle città italiane, ai giardini della nostra patria, immenso giardino del mondo, al sole che indora e vivifica, alla luna che inargenta e carezza, alla primavera che allieta questa dolce Venezia quand’essa accoglie gli artisti di tutto il mondo, all’arte, primavera spirituale che eternamente rispunta”
(G. Chini, Catalogo XI Biennale di Venezia)

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Galileo Chini, La primavera classica, 1914

 

In chiusura Vittorio Zecchin con le sue fantasie decorative e i temi magici ed esotici. Ha realizzato nel 1914 pannelli decorativi per la sala da pranzo dell’Hotel Terminus a Venezia su ispirazione di Klimt

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Vittorio Zecchin, Corteo delle principesse (pannello del ciclo Le mille e una notte),1914

 

  1. Simbolismo e letteratura

2. Simbolismo. Tra sogno e realtà

 

Il Simbolismo – Arte in Europa dalla Belle Époque alla Grande Guerra

Milano, Palazzo Reale dal 3 febbraio al 5 giugno 2016

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