Boccioni

“Di Umberto Boccioni, morto a poco più di trent’anni, non conosciamo che le esperienze generose e le tappe bruciate di una formazione impaziente ma in nessun modo inquieta. È difficile dire s’egli avesse tutte le qualità di un grande maestro ma ogni atto della sua breve carriera d’artista appare dettato da una scelta motivata e sicura, reca l’impronta di un temperamento deciso ad affrontare tutte le esperienze e a trarre da esse tutte le conseguenze” Giulio Carlo Argan

Dopo la mostra sul Simbolismo una continuazione ideale è quella su Boccioni, artista che ha condiviso con i pittori divisionisti e simbolisti italiani una parte del suo percorso prima di orientarsi verso il movimento futurista. Nel centenario della sua morte la mostra a Palazzo Reale a Milano mette in luce due momenti della sua vicenda artistica, dalla formazione all’avventura futurista. Il IMG_1296.jpgrecente ritrovamento di documenti inediti negli archivi della Biblioteca Civica di Verona permette di far luce sulle fonti alle quali si è ispirato. Tra questi documenti è presente un album nel quale Boccioni ha raccolto ritagli di immagini, cartoline, stampe, antiche e moderne; la raccolta si ferma al 1910, anno in cui è entrato a far parte del movimento futurista abbandonando quella che ha poi ritenuto una cultura del passato, da superare per una nuova arte rivoluzionaria e moderna.

Le opere esposte a Palazzo Reale seguono un percorso cronologico, e sono accostate a  disegni, quadri o sculture di altri artisti con i quali Boccioni si è confrontato o dai quali ha tratto ispirazione.

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Umberto Boccioni, Autoritratto, 1909

Note biografiche

È stata una vita breve quella di Umberto Boccioni, trascorsa in azione e movimento, come ha inteso fosse la sua arte.
Nato nel 1882, ha vissuto con la famiglia in varie città del sud e del nord Italia in ragione del lavoro paterno. Molto legato alla madre e alla sorella maggiore ha sofferto i periodi di allontanamento da loro. I distacchi sono stati numerosi nella sua vita tra cui la separazione dei genitori, quando era un adolescente. La scrittura è stata il primo interesse di Boccioni che si è avvicinato alla pittura dopo i diciotto anni tramite la conoscenza con Gino Severini a Roma nel 1897 e dal 1902 con Giacomo Balla che è diventato un suo maestro.
È vissuto, da adulto, a Roma a Milano e a Padova; nel 1906 ha viaggiato a Parigi e in Russia al seguito della moglie di un funzionario russo, Augusta Petrovna Berdnicov, che ha avuto un figlio da lui, nato nel 1907 dopo il ritorno del pittore in Italia.

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Uno dei taccuini dove Boccioni alterna appunti e schizzi

 

La conoscenza con Marinetti ha rappresentato una svolta importante nella sua vita, dando inizio al periodo futurista che Boccioni ha vissuto freneticamente in giro per l’Europa a far conoscere e promuovere il movimento.
Quando nel 1915 ha avuto inizio la prima guerra mondiale si è arruolato volontario con Marinetti e altri futuristi scrivendo dal fronte: “Sento un furore rabbioso, di rovesciare, di squassare, di violentare, d’assaltare, di ferirmi, tagliarmi, sanguinare” e ancora “Una vera tempesta di granate e shrapnel ci sono piovute addosso senza tregua. Bellissimo!”. Il desiderio di combattere non si era estinto con la prima esperienza volontaria al fronte ed ha atteso la chiamata della sua classe, arrivata l’anno dopo, con l’arruolamento in forza all’esercito. “Nel mese di luglio del 1916, chiamata la sua classe, venne destinato a un reggimento nel quale durante le istruzioni si compiaceva di cavalcare i cavalli più bizzarri del suo reparto, ma sbalzato per una violenta impennata e battuta malamente la testa, la mattina seguente cessava di battere il cuore di questo artista straordinario.” (Aldo Palazzeschi).

Umberto Boccioni è morto il 16 agosto 1916 all’età di 34 anni.

Maestri e influenze

Dal maestro Giacomo Balla, che Boccioni ha iniziato a frequentare nel 1902, ha appreso l’arte del ritratto. Dal 1907, pur senza abbandonare l’influenza di Balla, si è avvicinato al divisionismo di Segantini e Previati.

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Questo Autoritratto del 1906/7 è dipinto su una tela che nel 1908 Boccioni ha poi girato in orizzontale, dipingendo un autoritratto più famoso. In questo dipinto prevale lo stile post-impressionista francese

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Autoritratto dipinto in orizzontale nel 1908 sul retro della tela del precedente, quando Boccioni è giunto a Milano. Lo stile è quello divisionista dell’influenza di Previati

Boccioni non è stato un pittore simbolista ma in alcune sue opere si nota l’influenza di Previati, Segantini e soprattutto dei nordici. Il sogno è un’opera allegorica, non finita e riprende il tema del dipinto di Previati Paolo e Francesca

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U. Boccioni, Il sogno, 1908/9

La madre

Boccioni ha eseguito numerosi ritratti della madre, Cecilia Forlani, nelle varie fasi della sua ricerca artistica. La madre e la sorella sono state sempre presenze importanti nella vita dell’artista. In Veneriamo la madre, Boccioni ha eseguito un bozzetto per un trittico nel 1907/8 in cui ha voluto rappresentare, nei pannelli laterali, se stesso dedito al lavoro intellettuale e la sorella dedita al cucito mentre al centro la madre è adorata come simbolo di vita.

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U. Boccioni, Veneriamo la madre, 1907/8

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U. Boccioni, La madre (la mamma) 1909

La madre è ritratta anche nel dipinto del 1909/10 Tre donne, che rappresentano le tre muse dell’artista. Oltre alla madre e alla sorella Amalia, presenza solide e stabili, al centro vediamo Ines, presenza discontinua nella vita dell’artista ma sua ispiratrice. Le figure sembrano immerse in un pulviscolo di luce.

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U. Boccioni, Tre donne, 1909/1910

Il futurismo

Nel 1910 è avvenuto l’incontro di Boccioni con Marinetti, che nel 1909 aveva presentato il Manifesto del Futurismo. 

…fu Boccioni il più vicino a Marinetti al quale lo legavano, oltre i problemi dell’arte, affinità naturali di carattere e di temperamento, una carica di stupefacenti energie e tale disposizione alla lotta che rappresentava per tutti e due una necessità fisiologica altrettanto che dello spirito, e ne faceva veri e propri uomini d’azione, sempre pronti al pugilato in un mondo nel quale si era usi a difendersi con le parole, l’intervento della forza era ritenuto indispensabile non appena la parola si dimostrava inutile o insufficiente. Aldo Palazzeschi

L’affinità tra la poesia e la pittura nella ricerca del movimento e del dinamismo, caratteristiche del mondo moderno e delle scoperte scientifiche che hanno cambiato la percezione del mondo, ha portato alla ricerca di nuovi codici espressivi e al rifiuto dei canoni artistici tradizionali.

Così ha scritto Boccioni della sua opera Elasticità del 1912:

Un cavallo in movimento non è un cavallo fermo che si muove, ma è un cavallo in movimento, cioè un’altra cosa, che va concepita ed espressa come una cosa completamente diversa  

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U. Boccioni, Elasticità, 1912

Materia è un’opera che ha segnato un passaggio importante nella pittura di Boccioni. In essa sono presenti stili diversi e una ricerca del nuovo con modelli precedenti. La madre è sempre al centro dell’opera dell’artista, attraversata da fasci di luce e da linee architettoniche. Un “blocco plastico” dove la figura non si staglia sullo sfondo ma è immersa nell’ambiente che la circonda, in una compenetrazione dei piani.

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U. Boccioni, Materia, 1912

Ed è sempre la madre il modello di Boccioni in queste opere del 1912 dove ha realizzato la fusione tra figura e ambiente, cambiando la concezione tradizionale del ritratto femminile. La Madre (dimensioni astratte) sembra essere uno studio preparatorio per Antigrazioso e avere affinità con i lavori di Picasso.

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U. Boccioni, La Madre (Dimensioni astratte),1912

Antigrazioso deriva da Materia ed è un’opera in cui elaborazione plastica e pittorica procedono insieme nella ricerca di unire la figura con lo spazio circostante. 

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U. Boccioni, Antigrazioso, 1912

Tra le ultime opere di Boccioni sono queste figure femminili in un interno e mostrano riferimenti alla pittura di Cézanne.

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U. Boccioni, Interno con due figure, 1915/6

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U. Boccioni, Sintesi plastica di figura seduta (Silvia) 1916

“Erano in lui le qualità di un grande maestro? e rivelate nel periodo brevissimo, cinque anni o sei, della sua prodigiosa attività?” si è interrogato in una sua presentazione dell’artista Aldo Pallazzeschi, uomo della stessa generazione di Boccioni e suo confidente nonostante la diversità dei loro caratteri.

BOCCIONI
Palazzo Reale, Milano
23 marzo – 10 luglio 2016

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