Uomini nudi

“E la vita passava senza che io mi facessi nessuna domanda. È dura farsi delle domande, c’è il rischio che non ci piacciano le risposte. ci accontentiamo delle apparenze: la laurea, il posto da insegnante, tutto secondo le regole. Ma sotto, molti metri sotto la superficie, si agitano le verità. Le insabbiamo per poter tirare avanti”.

Ho terminato di leggere ‘Uomini Nudi’ e dico subito che è stata una lettura lenta e poco avvincente. Con mia sorpresa. Perché ho amato tutti i libri di Alicia Giménez Bartlett che ho letto finora, soprattutto la serie con Petra Delicado e Fermìn Garzòn. Ne ho atteso l’uscita e li conservo tutti quanti, belli in ordine, nella mia libreria.
Tra i romanzi, non del genere giallo, mi ha appassionato “Dove nessuno ti troverà“, uscito nel 2011; ambientato negli anni ’50, nella Spagna della dittatura di Franco con la feroce Guardia Civil, ricostruisce la particolare storia di Teresa Pla Meseguer, nota come la Pastora.

Ma veniamo a “Uomini nudi”.
6151-3-1.jpg
Qui i protagonisti sono quattro: Irene, Genoveva, Javier e Ivàn; quattro IO narranti che raccontano sé stessi e gli altri e, come in un caleidoscopio, vediamo diverse visioni della stessa persona. Interessante.
Nella prima parte è presente anche Sandra, la compagna di Javier, ma poi non ce n’è più traccia, scompare travolta dalla crisi di lui, così come verso la fine si dilegua anche Genoveva e restano i veri protagonisti: Javier, Ivàn e Irene.

Il tema della crisi e della perdita del lavoro è il punto centrale della storia, da cui parte tutto. Con la mancanza del lavoro Javier si confronta con il disfacimento dell’identità sociale e lo sconvolgimento dei rapporti.

“È davvero difficile. Che un disoccupato si senta inutile, mi sembra normale; il fatto è che sta crollando l’immagine che avevo di me stesso…”

Il lavoro, la vita che cambia sono i contenuti di un dialogo muto che si svolge tra Javier e Sandra (la ‘Sandrita del cazzo’ come la chiama Ivàn), come un ping pong che confronta due visioni diverse: quella di chi è fuori e di chi è dentro il sistema

Javier:
“Sandra ha un paio d’anni meno di me, ma è rimasta ancorata al passato. Non lo capisce che le cose sono cambiate, che non torneranno più come prima. È convinta che prima o poi ripartirà la vita di sempre: il lavoro sicuro, la famiglia, la tranquillità. Lei non è stata morsa dalla belva della crisi. Prende il suo stipendio ogni mese, vive serena, va a pranzo dai suoi tutte le domeniche. Crede ancora che la mia sia una situazione provvisoria. Non si rende conto che la festa è finita. Oppure chiude gli occhi per non vedere, ma la realtà parla da sola. Non importa che tu abbia studiato oppure no. Non ci sono più un meglio o un peggio. Il sistema di prima ha smesso di funzionare e non ce n’è un altro in cui inserirsi. Vivere alla giornata, questo è quello che puoi fare. Altre strade non ce ne sono. Non ci sono più direzioni. Campo aperto. Qualcuno ci ha fregati, qualcuno ci ha condotti sull’orlo del precipizio e poi è sparito. Se cadi la colpa è solo tua. Questo è”.

Sandra:
“Ma adesso la sua reazione è esagerata. Perde il lavoro e secondo lui è tutto finito! Eh no, calma, non sta crollando il mondo. Pensa forse che adesso la gente smette di lavorare per i secoli dei secoli? Che nessuno avrà più bisogno di insegnanti di letteratura?”.

Cambiano le abitudini e cambiano gli amici e Javier inizia a frequentare Ivàn, l’unico che gli tende una mano. Sono molto diversi “…ma Iván e io è come se fossimo amici contro natura”, uno intellettuale e amante dei libri, l’altro cresciuto senza cultura, barcamenandosi nella vita e superando esperienze di abbandono da parte di una madre che non lo voleva proprio.
È un rapporto strano questo che si viene a creare tra i due, appartenenti a due mondi opposti, eppure funziona. Ivàn non capisce del tutto il modo di pensare di Javier ma lo apprezza e rispetta sin da subito
“Lui è fortunato, che gli piace leggere. Prende il suo libro, si mette in poltrona e si dimentica di tutto. Possono cadere le bombe e lui se ne sta tranquillo. Per me è un po’ più dura. Certo che anch’io passo le ore tra Twitter, Facebook e le altre fregnacce, ma non è lo stesso Lui con i libri si fa una cultura, mentre io con le reti sociali mi tiro dietro una banda di deficienti e fuori di testa che mi fanno pure schifo”.

Anche Javier ascolta Ivan, nonostante ne disprezzi il linguaggio rozzo e la misoginia, perché il suo pragmatismo lo confronta con una realtà che altrimenti non sarebbe in grado di affrontare.
“Gli ho confidato che sono a pezzi per questa storia del lavoro, e lui mi ha fatto un discorso geniale nella lingua canagliesca in cui si esprime:
– Calcola che il lavoro non è altro che un modo per farsi entrare i soldi nelle tasche, fra’, nient’altro. Crederai mica alla favoletta che farti il culo ti dà la dignità e ti rende uomo? Tutte balle. L’unica cosa che ti dà la dignità è avere dei soldi da spendere. Il tuo problema è che ti hanno tirato su male, tu non vedi le cose come bisogna vederle. La vera sfida nera sai qual’è? È avere un lavoro che ti pagano una miseria. Se sei in quelle condizioni allora sì che ti puoi sparare un colpo in testa. La maggior parte della gente è messa male, fra’. Passano la vita a faticare per un cazzo di stipendio che non gli basta nemmeno per comprarsi i calzini nuovi. È quando sei senza soldi che non hai la dignità, Javier, ti si chiudono tutte le porte in faccia, sei uno schiavo e un morto di fame. Tutti ti trattano peggio di una merda. Quello sì che è un problema brutto, fra’! E non venirmi a dire che ti senti inutile alla società. Ma quale cazzo di società, quella che butta la gente come te in mezzo a una strada? … –
Pratico, cinico ed esatto come un’equazione”.

L’ altro grande tema che il romanzo sviluppa, soprattutto nella seconda parte, riguarda i rapporti tra Javier e Ivan con Genoveva e Irene.
E veniamo alle protagoniste femminili.
I personaggi femminili, nei libri della Bartlett, sono dominanti, per carattere e per ruolo; donne che tengono il potere nelle loro mani e agiscono, non cedono ai luoghi comuni e non rivestono i ruoli tradizionali.
Così è anche in ‘Uomini nudi’, anzi qui il rovesciamento dei ruoli è totale e, in certi momenti, diventa quasi caricaturale “Sembra la storia di Pretty Woman al contrario: la miliardaria che si innamora del puttanello di buon cuore”.
Un gioco delle parti dove viene invertita la consueta posizione degli uomini e delle donne, in ambito sessuale, sociale ed economico. Un rovesciamento di potere che mi sembra mantenere la stessa dinamica di chi comanda e di chi subisce, la stessa logica maschile che qui indossa panni femminili. E questo è uno dei motivi di scarsa partecipazione agli eventi del libro: questa logica non mi va bene né per gli uomini né per le donne, non corrisponde alla mia idea dei rapporti tra i sessi.
Ma torniamo al romanzo.
Genoveva e Irene sono due donne dell’alta borghesia spagnola, ricche, indipendenti.
La prima è una cinquantenne divorziata e smaliziata, ma attenta a non compromettere la sua posizione sociale. Se la cava, concedendosi le trasgressioni che vuole, senza destare scandalo.
Irene è una quarantenne, figlia di papà, separata da poco e con l’azienda in crisi. Una donna distaccata e fredda, razionale e calcolatrice.

“Può darsi che per tutta la vita io sia stata una donna fredda. Eppure è ovvio che non sono frigida. L’ho creduto molte volte, ma non lo ritenevo importante. Avevo tutto quello che la gente considera necessario per la felicità: disponibilità economica, un marito, un lavoro importante, prestigio sociale… e adesso scopro che mi mancava una cosa di cui chiunque può godere: il piacere sessuale”.

“Ma a mio padre non interessava che io leggessi i libri. Voleva solo che studiassi economia per poter dirigere l’azienda”.

Irene è in una fase di profondo cambiamento, il marito l’ha lasciata, l’azienda va male, non ha amicizie. È una donna sola che non accetta di farsi domande né di capire cosa del suo comportamento allontana gli altri. Irrigidita nella sua corazza e chiusa ai rapporti. Si rivolge però a uno psicoterapeuta, senza che questo frutti in lei una riflessione, anzi difensivamente rigetta ogni interpretazione che sposti il pensiero su se stessa.

“-  Mi parli del suo matrimonio.
  – Che cosa vuole che le dica? Fa parte del passato.
  – Qui il gioco consiste appunto nel comprendere meglio il passato”.

“Ma perché questa gente dà tanta importanza al passato? La mia testa non funziona così. In un’azienda bisogna ottimizzare il presente se si vuole avere una minima possibilità di futuro. Può darsi che pensare sia importante, ma agire lo è molto di più. È la regola del nostro tempo. Se dovessimo passare la vita ad analizzare tutto quello che abbiamo fatto prima, il mondo si fermerebbe. Il punto è avere sempre idee nuove e non avere paura di metterle in pratica”.

Il gioco si complica man mano che i rapporti tra i protagonisti si intensificano e non è facile distinguere tra passione sessuale, amore, interesse.
Sempre Javier, che cerca di comprendere e dare un senso a quanto succede, aiutato dalla sua cultura e dai suoi libri, spiega a Irene la passione sessuale usando ‘La Celestina’, un’opera del teatro spagnolo
“…la passione degli amanti, vicina all’amore romantico ma sempre circoscritta alla sessualità”.
Su questa passione, fredda o romantica, calcolatrice o spontanea il romanzo prosegue fino alla fine, con una conclusione brusca e inevitabile.
E ha ragione Javier, la passione sessuale non è facile da comprendere e in certi momenti può diventare anche un gioco eccessivo e pericoloso.

Un libro particolare che non sono sicura di avere apprezzato del tutto, proprio per la crudezza dei rapporti, ma che mi ha lasciato comunque argomenti in più su cui riflettere e una nuova galleria di personaggi dalla psicologia interessante.

Alicia Giménez-Bartlett
Uomini nudi
Sellerio, 2016

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...