NOI

Ci sono storie di amori ‘straordinari’, dove la passione infrange le regole, come ne  Le storie d’amore che hanno cambiato il mondo raccontate da Sinoué, e storie d’amore dove la consuetudine, con gli anni, logora i rapporti.
Quando l’abisso tra l’ideale d’amore romantico e la vita quotidiana si fa più profondo, separa le persone che hanno condiviso una parte della loro vita. Sembrano, a volte, separazioni improvvise, almeno per una delle due parti della coppia. Però ripercorrendo la storia della relazione ci si accorge, sempre, che di improvviso non c’è niente ma che invece sono state taciute tante cose, non si è data voce alle piccole incomprensioni, si sono usate troppe cautele che, pur di preservare una illusoria armonia, affossano quel che resta dell’amore.

Una di queste storie è ben raccontata nel romanzo di David Nicholls: Noi. L’ho letto un paio di anni fa. Di Nicholss avevo già letto Un giorno, la storia struggente di un amore senza futuro. Ripensando agli amori straordinari mi è tornato in mente Noi per pareggiare i conti; perché gli amori che viviamo, che conosciamo, quelli della realtà non hanno niente di straordinario ma sono fatti di quotidianità e di pensieri, di distanze e di rabbie, di incomprensioni e speranze. Di separazioni anche. Unknown-1.jpeg

Questa è la storia di un matrimonio dove la voce narrante è quella del marito, Douglas, che ci appare sorpreso e sospeso da quando la moglie Connie, una notte, mette un punto al loro rapporto “…Ho detto che secondo me il nostro matrimonio è arrivato al capolinea, Douglas. Penso che ti lascerò”.
All’improvviso. In imminenza di un viaggio in giro per l’Europa con il figlio Albie, organizzato prima della sua uscita di casa per frequentare il college. In prossimità di una vita a due che l’assenza del figlio renderebbe troppo faticosa. Per lei, per Connie, che ha esaurito la sua riserva d’amore.

Sin dalle prime descrizioni la coppia sembra non essere proprio ben assortita.
Un biochimico, lui, dedito a studi e lavoro; una giovinezza non vissuta con la leggerezza che la giovane età porta con sé, ed una prosaicità in età adulta che fa rima con affidabilità: ‘una presenza rassicurante’, ha pensato Connie quando lo ha conosciuto.
Un’artista, lei, trasgressiva nelle sue esperienze, donna affascinante e bella, sicura di sé; ‘quella ragazza che aveva una vita così piena e vivace’ ha pensato Douglas incontrandola.

Douglas ritorna al passato interrogandosi sul motivo per cui Connie vuole lasciarlo, consapevole delle differenze tra loro nel modo di intendere la vita.
‘Avviando una nuova relazione , ognuno di noi porta con sé un archivio della memoria suddiviso in infatuazioni, flirt, grandi amori, primi amori e storie di sesso. Se a me bastava un foglio A4, Connie disponeva di tre cassetti pieni di documenti,…’

Il racconto è un va e vieni tra il passato e il presente. I ricordi ricostruiscono una relazione nata quasi per caso ed il punto di vista è sempre quello del marito a ispirare compatimento e una sorta di tenerezza nei suoi confronti, in quanto appare uomo buono e pacifico, innamorato della moglie. Al contrario una sorta di antipatia sorge, inizialmente, verso di lei per il sottile disprezzo che esprime nei confronti di quest’uomo e soprattutto per avere ispirato questo disprezzo al figlio.
Nonostante Connie abbia pronunciato quelle parole che preannunciano la fine prossima del matrimonio i tre partono per il viaggio programmato. Un viaggio di famiglia dove il peso delle parole notturne della moglie mette a dura prova l’armonia – ma c’è mai stata? – tra tutti e sembra rivelare particolari, atteggiamenti, che forse prima non si sono voluti vedere.

I ricordi accompagnano il viaggio per l’Europa e raccontano l’inizio della relazione tra Douglas e Connie. E le città visitate fanno da contrappunto a episodi passati.
Da Londra, a Parigi, ad Amsterdam: dalla conoscenza all’avvio del rapporto, seguiamo questi due nelle loro avventure passate e presenti.
Il figlio Albert non sai se considerarlo un adolescente antipatico o solo un adolescente. Ti sembra comunque che la sua presenza tenga unita questa coppia, cioè impedisca a lei di andarsene… Un figlio amato e coccolato dalla madre con la quale c’è una forte identificazione. Finché sono tutte tre insieme la vera coppia sembra essere quella madre-figlio che, complici, ogni tanto si divertono a deridere il marito-padre per la sua prosaicità.
Le riflessioni sulla vita che hanno passato insieme sono un flusso continuo nella mente di Douglas, ad accompagnare il gelo dell’anima che le parole della moglie hanno reso possibile.

Che altro? Credo di avere offerto a mia moglie una via di fuga da uno stile di vita che stava diventando insostenibile. La Connie Moore che avevo conosciuto era una che ballava sui tavoli: io l’avevo aiutata a tornare con i piedi per terra.

Poi il programma cambia e il viaggio continua in modo diverso, quasi una sfida che Douglas si pone per riprendere le redini della sua vita. Un viaggio che prosegue da solo a Venezia, a Firenze, Siena fino a Madrid alla ricerca del rapporto con il figlio, perso molto tempo prima ma senza saperlo veramente. Un viaggio reale e un viaggio nell’anima insieme.
Alla fine i cambiamenti sono inarrestabili e proseguono nonostante le fatiche e gli sforzi per non arrendersi.
I motivi di tutti, nel corso della storia, diventano più chiari e non provi più antipatia per Connie o per Albie.
La sensazione è quella che la vita tiene intrappolata una parte di noi che poi, col tempo, si può riscattare ma a costo di grande dolore. Un dolore che per alcuni è necessario affrontare e aiuta a far respirare quella parte dello spirito rimasta in apnea.
La malinconia, la nostalgia, il dolore quieto accompagnano la fine della storia. La solitudine di tutti, in fondo.

David Nicholls
NOI
Neri Pozza, 2014

3 thoughts on “NOI

    • Domanda difficile. Non so se ci sia una risposta ma penso che la magia che intendi nei rapporti d’amore cambi nel tempo e solo accettandone le trasformazioni (inevitabili d’altra parte nelle persone e nei rapporti) può trovare di che alimentarsi.
      NOI racconta ‘una’ storia che porta a riflettere sui motivi, quasi sempre inconsci e molto soggettivi, per cui ‘si sta insieme’ e poi ci si separa. Ma è ‘una’ storia! e alla fine del libro non appare neppure del tutto triste. Di storie ce ne sono però tante altre e la tua osservazione mi ha portato a pensare a diverse situazioni, altre relazioni che ho intenzione di approfondire.
      Grazie del suggerimento.

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  1. Pingback: Lettera a D. Storia di un amore – Pensieri lib(e)ri

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