Le povere signore Gallardo

L’ambientazione a Genova e la copertina che richiama un po’ i vecchi merletti e miss Marple mi hanno attratto subito. Un’attrazione intuitiva, senza nessun’altra ragione.Unknown-1.jpeg
Dalla prima pagina si capisce però che di vecchi merletti e di miss Marple non c’è ombra. Rimani a chiederti fino alla fine perché è stata scelta una copertina con tre vecchine dall’aria curiosa e anche un po’ pettegola. Le donne del libro sono di tutt’altra pasta.
Comunque la copertina ha fatto effetto…
Genova invece c’è tutta, ma è una Genova da intenditori; solo chi ci vive riesce a orientarsi nei nomi di posti e monumenti che non sono quelli conosciuti dai turisti. I nomi delle vie e delle piazze si susseguono uno dietro l’altro e non sai più capire dove sei. A meno di avere la pianta della città a portata di mano. Comunque affascinante e un ottimo modo per costruirsi un itinerario personale per una visita speciale.
Non c’è solo Genova nel libro ma anche la val d’Ossola e una parte del romanzo è ambientata lì. Unite da un filo continuo si passa da Genova a Domodossola, Ronco,…e viceversa.
L’impatto iniziale è intenso: il libro si apre con il volo di Geo Chàvez, nel 1910 e la trasvolata delle Alpi da Briga a Milano. Un pezzo di storia che sono andata a scoprire e da lì poi sono passata alla ricerca delle prime donne aviatrici perché aviatrice diventerà la prima signora Gallardo, una delle protagoniste del romanzo. Che con le vecchine non ha proprio niente a che fare! Vita avventurosa e anticonformista. Ragazza madre. Partigiana.
Non è facile però venire subito assorbiti dalla trama del libro e dalle vicende che racconta. Il va e vieni temporale crea delle interruzioni che non permettono all’inizio di restare agganciati a un personaggio, sia del passato che del presente. All’inizio sembrano tutti delle sagome tratteggiate con linee ancora sfumate che non permettono consistenza. Si fatica ad identificarsi con loro.
I nomi sono particolari e suggestivi e delineano già certi tratti di carattere o stili di comportamento; come il commissario Falsopepe, pugliese di origine, e il suo vice Acquafresca; oppure il professor Ottobrino Malinconico costretto ad insegnare storia a chi non è interessato per niente; il giornalista Sapone ed il magistrato Menchevale, e non solo di nome pare.
Man mano che la storia procede (un doppio omicidio in cui i collegamenti con il passato sono tutti da scoprire) si riesce a trovare una strada ricongiungendo le partenze diverse: una lontana nel tempo e una nel presente. Subentra quindi la curiosità di andare avanti con la lettura e scoprire i misteri introdotti.
Le donne sono le vere protagoniste della storia del passato, mentre nel presente i personaggi che risaltano sulla scena sono soprattutto maschili.
Di sottofondo, alla base di quanto succede, la guerra partigiana e i buchi neri della storia italiana.

Un libro leggero, adatto per le vacanze.
Mario Paternostro
Le povere signore Gallardo
Mondadori, 2013

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