Vi presento Sally

“Tale era Sally quando andò in sposa a Jocelyn: dentro remissiva e desiderosa solo di offrire appagamento, esteriormente una bellezza di puro fulgore”

Elizabeth von Arnim ci fa conoscere un’altra figura di donna che, come Vera, è molto giovane, semplice, ingenua e…sottomessa. Però il tono con cui sono descritte le vicende di Sally è meno cupo e il finale sicuramente migliore.
Vi presento Sally è stato pubblicato nel 1926, cinque anni dopo Vera, e ripropone un Unknown-1.jpegpersonaggio simile che, ai nostri occhi, appare sprovveduto e che sembra accettare passivamente il ruolo che la società le assegna. Accanto a lei compaiono però anche altri modelli femminili, di ben diversa tempra, che si sono fatti strada nella galleria di donne della von Arnim e che in altri romanzi sono maggiormente sviluppati.
Non succedono grandi cose, in realtà, in questo libro ma il susseguirsi di personaggi e ambientazioni introduce riflessioni sulle differenti classi sociali che, nonostante l’epoca e il contesto diversi (siamo nell’Inghilterra del primo novecento), risultano affascinanti per caratteristiche che possiamo ritrovare anche oggi. Nel romanzo i diversi ambienti sono ben definiti e chiusi in se stessi, il passaggio dall’uno all’altro è complesso e le differenze sono molto evidenti, nella cultura e nella sensibilità date dalle diverse opportunità, nelle abitudini e nella apertura o chiusura di giudizio (inteso come il buon senso di idea illuminista).
Sally ci fa attraversare tutti questi mondi così distanti; con la sua semplicità vede solo l’aspetto umano e non le differenze economiche e culturali, anche se queste sono molto evidenti. Lei rimane uguale a se stessa e, in un lieto fine da favola, viene premiata perché rispetta il modello di comportamento che un mondo legato a rigidi stereotipi si aspetta da lei.
I personaggi della prima parte del romanzo fanno parte del popolino: piccoli bottegai senza cultura, con valori morali e religiosi ben definiti e rigidi, ossequiosi del potere e rispettosi delle differenze sociali. Insomma gente che non si troverebbe mai coinvolta in una rivolta! Che ha introiettato e fatto propri i valori che le classi sociali dominanti hanno inculcato alla gente semplice e sottomessa.
Sally è la figlia di uno di questi, il bottegaio Pinner; lui e la moglie sono descritti in maniera magnifica che ricorda un po’ Jane Austen nella sottile ironia e nei suoi incipit.
La bellezza della figlia dei Pinner la introduce in una classe sociale diversa, quella della piccola borghesia, dove quel po’ di cultura produce snobismo e dove si vive dentro un recinto con regole ancora più rigide di comportamento. In questo ambiente la povera Sally, che si può dire ceduta da un padre a un marito senza che nessuno chieda la sua opinione, si trova come un pesce fuor d’acqua. Con l’accento popolano, sgrammaticata e senza cultura deve sottostare alle critiche e lezioni di buona educazione che la suocera si impegna a darle. Essendo una persona pacifica e sottomessa, anche semplice di mente si potrebbe dire, senza conoscenze né esperienze, a parte stare in un retrobottega, si piega alle lezioni di marito e suocera. Senza imparare assolutamente nulla perché il suo animo è chiuso a tutto quello che si aspettano da lei, non comprendendone il senso. Una forma di resistenza muta e silenziosa, l’unica che riesce ad agire.
A seguito di vicende varie arriva in quella che è la crema della società, come la chiama lei, cioè in mezzo all’élite della ricchezza e della nobiltà. Addirittura nella casa di un facoltoso duca.
Attraversa tutti questi ambienti senza rendersi conto di niente, senza malizia ma anche senza nessuna capacità di imparare. Sembra quasi una statua bellissima e perfetta che rimane pura e intoccata in qualsiasi luogo venga messa.
L’attrazione per la sua bellezza rende le persone bramose e stupite di fronte a lei, adoranti addirittura ma poi…il risultato è che viene usata e sputata fuori. Non si sa che farsene di una tal bellezza che è impegno e responsabilità per chi se ne deve prendere cura! Possesso e gelosia, controllo e sfiducia sono i sentimenti degli uomini, padre   e marito, che sembrano soprattutto preoccupati per la propria rispettabilità.
L’ingenuità e la semplicità di Sally conquistano il vecchio duca, perché lei riconosce solo l’umanità di un vecchio e non il titolo e la ricchezza, vede solo il bisogno dei vecchi di essere ascoltati e accuditi
“…Sally pensava compassionevole che fosse un povero vecchio signore, e nulla di ciò che le disse la infastidì”.
Invece il duca è ben consapevole della sua posizione di forza e potere che lo rende in grado di essere un benefattore e di portare aiuto; soprattutto è consapevole che aiutare gli altri non è mai un atto disinteressato
“che fortuna che fosse povera, e che lui fosse l’unico in grado di aiutarla: già, perché essendogli debitrice della propria felicità, non poteva certo negargli il diritto di starle accanto. Charles aveva detto che era auspicabile, almeno una volta nella vita, compiere un gesto disinteressato; il duca però dubitava che fosse possibile, per quanto lo si desiderasse, fare qualcosa senza averne qualcos’altro in cambio. E nel caso di Sally era assolutamente impossibile. Qualunque cosa lui avesse fatto, qualsiasi cosa avesse dato, avrebbe ricevuto in cambio molto di più; perché con la sua amicizia, forse con il suo affetto, in ogni caso con la sua presenza, lo avrebbe fatto sentire vivo.”
Questo pensiero sul bene che non è mai disinteressato è uno dei passi più profondi e veri del libro e sembra dire che chi si interroga, ad un certo punto, sui sentimenti degli altri, chi è capace di un pensiero che non sia solo concreto ma che vola un po’ più in alto delle convenzioni è chi ha tempo e denaro ed è libero dalle pressioni dei bisogni primari.
La bellezza e la semplicità di Sally, alla fine, vengono ricompensate a dovere ma ciò che conduce la storia a buon fine sembra essere la capacità della ragazza, cresciuta con i valori del popolo e della rispettabilità, di mantenere retta la sua condotta e di non deviare dalla strada segnata per le donne del suo ambiente, di non avere ‘grilli per la testa’ e accettare (passivamente? accontentandosi?) il destino di donna del suo tempo.

Vi presento Sally di Elizabeth von Arnim,
Bollati Boringhieri, 2008

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...