Manchester by the Sea

Un uomo che ripara i tubi e i rubinetti che gocciolano, cambia le guarnizioni, tutti quei piccoli lavori necessari negli appartamenti: è il portiere tuttofare. La sua stanza è un quadrato grigio in un seminterrato. Anche lui è un uomo grigio, pur se in giovane età. Ha uno sguardo dal quale sembra passargli attraverso il mondo che vede, le persone che incontra. Vuoto, indifferente. Niente lo tocca.
In questo modo inizia il film, in una Boston fredda, con la neve che continua a cadere e che bisogna spalare; in quartieri grigi, tra facce insignificanti, quelle della piccola borghesia statunitense.
Poi arriva una telefonata che mette in moto i ricordi. Il racconto procede lento e si fa sempre più introspettivo, scava nei personaggi e anche in noi.
L’uomo si chiama Lee Chandler e quello che gli è successo, quello che lo ha reso quasi un automa, lo scopriamo pian piano.
Quando ritorna nella sua città, sulle coste settentrionali del Massachusetts, per occuparsi del nipote dopo la morte improvvisa del fratello, cambiano le scene e i paesaggi. Avete presente i dipinti di Hopper, con il faro e il mare e le casette bianche tra il verde e il cielo? Ecco proprio lì, continuiamo a guardare, sempre più immersi nel film che tocca corde profonde dell’animo, anche se subito non sai quali.
Un film al maschile, che parla di uomini al di là degli stereotipi, in cui riconosci uomini veri, capaci di buoni e cattivi sentimenti, non ‘machi’ sempre pronti ad affrontare ogni imprevisto.
Qui vediamo innanzitutto il confronto tra due modi diversi di essere uomo e soprattutto padre. Uno, Lee, è stato sconfitto (dalla vita, da se stesso? la narrazione non diventa mai giudicante) e ha perso la sua famiglia; l’altro, il fratello Joe, è stato invece un padre presente, amorevole e capace ma la vita ha tradito anche lui. Prima di morire, però, Joe lascia un testamento in cui affida il figlio adolescente Patrick al fratello. Fa una scommessa Joe, e un atto d’amore verso il fratello e il figlio: a Lee restituisce fiducia e offre una opportunità per uscire dal suo gelido inferno e a Patrick garantisce un legame e un riferimento. A entrambi offre la possibilità di occuparsi l’uno dell’altro e questa è la cosa che in un lutto aiuta di più.
Non è facile però. I fantasmi di Lee non possono scomparire mai e a Patrick manca il padre e vuole conservare la vita passata insieme a lui nella quale intravvede il suo futuro.
La storia presente si riallaccia al passato attraverso i ricordi di Lee che, quando dal notaio viene a sapere che il fratello l’ha nominato tutore di Patrick, ricorda. E scopriamo qualcosa che ci interroga a fondo. Dove si situa la linea di confine tra giudizio e perdono?
A questo punto siamo ormai completamente assorbiti dal film, che ci ha preso per mano (quasi senza che ce ne accorgessimo) e trascinato nel buio di noi stessi con interrogativi e dubbi.
Sono dunque i sentimenti degli uomini e il loro modo di vivere i legami, come compagni e padri, a rappresentare la bellezza di questo film. E l’adolescenza maschile anche, con le sue urgenze che vanno oltre gli eventi tragici, dove vince il principio di vita che trascina avanti, nonostante tutto.
I paesaggi, la musica che accompagna le scene mute, dove puoi solo intuire le parole, sostengono un tema come quello della colpa e della possibilità di tornare a vivere grazie alla fiducia e all’amore di altri. Anche se non è facile, anche se a un certo punto Lee confessa il motivo della sua rinuncia “Non posso farcela, mi spiace!”. Ma il legame si è creato e ci piace pensare che il futuro di Lee sarà un po’ diverso, grazie a Patrick e al fratello. Il finale lascia una porta aperta su una stanza con un divano letto, pronta ad accogliere. 
Da soli si affonda.

Un film da non perdere che tocca sentimenti profondi. Alla fine ti senti svuotata e leggera, nonostante il dramma, come quando incontri l’essenza dell’umanità.

Manchester by the Sea, USA 2016
Regia di Kenneth Lonergan
con Casey Affleck, Michelle Williams, Kyle Chandler, Lucas Hedges
Genere Drammatico, durata 135 minuti.

2 thoughts on “Manchester by the Sea

  1. Sono contenta che anche tu ti sia sentita profondamente coinvolta ed emozionata al termine di questa visione, che ha il pregio quasi miracoloso di darti molta serenità, per l’equilibrio tranquillo della narrazione di questo regista, poco conosciuto eppure, almeno secondo me, davvero grande. Questa notte potrebbe arrivargli qualche Oscar: lo spero vivamente! 🙂

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