Il Racconto dell’Ancella

Il presente “non è dove voglio trovarmi. Ma è dove mi trovo, non c’è scampo. Il tempo è una trappola e io vi sono chiusa dentro. Devo scordarmi del mio nome segreto, devo scordarmi del passato.
Il mio nome adesso è Difred ed è qui che vivo.
Devo vivere nel presente, cercare di trarne il meglio. Non ho altro.
Ho solo molto tempo per riflettere.
Ho trentatré anni. I capelli castani. Sono alta un metro e sessantasei senza scarpe.
Faccio fatica a ricordarmi che aspetto avevo. Ho ovaie vitali”. 

L’impressione iniziale è quella di un occhio fotografico, una cinepresa che registra quello che ha davanti: stanze, oggetti, “una sedia, un tavolo, una lampada.…”.
Poi passa alla descrizione delle persone, i nomi, la mappa delle relazioni.
Tutto ciò rende evidente da subito che non c’è niente di personale in questa storia, dove i nomi sono sostituibili e le persone servono solo per assolvere delle funzioni.
Si percepisce dalla neutralità e freddezza descrittiva un sapore di dramma, di dolore congelato; di costrizione, nell’austerità delle case, delle stanze, nell’ordine dei luoghi.
Nei silenzi tra le persone. Nel controllo.
9788868337421_0_0_0_75Margaret Atwood ha scritto un romanzo distopico, amplificando aspetti sociali e politici negativi della storia occidentale; non ha inventato niente ma ha raccolto e messo insieme pensieri e usi della nostra storia, passata e presente, riferiti alle donne, portandoli all’estremo:
“C’era ben poco che fosse veramente originale o esclusivo a Galaad: la sua caratteristica fu la sintesi”.
È un romanzo femminista? Sicuramente è un romanzo politico, che mette in luce come il corpo femminile sia il terreno sul quale il potere ha sempre teso a esercitare il controllo, sia della sessualità che della riproduzione.
Anche se non amo particolarmente i romanzi distopici, perché mi sembrano claustrofobici e privi di speranza, ho portato a fine la lettura di questo libro per la risonanza della serie televisiva che ha ispirato: The Handmaid’s Tale. Prima non l’avevo letto, anche se è uscito nel 1985, più di trent’anni fa quindi, e aveva fatto scandalo per la crudezza dei contenuti, tanto da esser vietato in alcune scuole superiori americane.
Ben venga quindi questa serie televisiva, che sicuramente non mi perderò, a richiamare l’attenzione su temi che non devono mai venire sottovalutati. Intanto mi soffermo sui significati del libro che mi hanno colpito maggiormente.

I ruoli di genere innanzitutto, quelli classici, che definiscono le persone nella nostra società e che, nel romanzo, vengono esasperati in sistemi chiusi e semplificati: l’Identità è definita per le donne dalla funzione biologica e domestica, mentre per gli uomini dal grado militare.
Ogni categoria femminile ha colori precisi:
le Mogli dei Comandanti hanno vestiti, scarpe e ombrelli di colore azzurro;
le Marte sono le serve e indossano il verde;
le Ancelle vestono il rosso, come “una suora inzuppata nel sangue”;
ci sono poi le Economogli, le donne degli uomini poveri, che portano vestiti a strisce;
le Zie, le istitutrici, hanno invece il bianco e costituiscono l’organizzazione femminile di controllo perché era ritenuto “più efficace ed economico far controllare le donne, a scopi riproduttivi e altro, a opera delle stesse donne” (certo non mancano mai le donne che necessitano di avere un po’ di potere e che lo esercitano con rigore).
Poi ci sono le Nondonne che vivono in un mondo a parte, che fanno una brutta fine; sono le femministe, mandate nelle Colonie a pulire rifiuti, scorie radioattive o, se va meglio, a coltivare la terra; sono anche “le vecchie a finire nelle Colonie oppure Ancelle che si sono bruciate le loro tre possibilità, o, infine, le incorreggibili, come me. Le donne delle Colonie sono materiale di rifiuto. Sterili, certo”.
Non mancano le prostitute, nonostante non sia ammessa la loro esistenza.
Le categorie maschili sono suddivise in:
Comandanti, cioè i capi, quelli che hanno il potere;
Custodi, i maschi a servizio che non possono avere rapporti con le donne;
Angeli, cioè i soldati, che si sposano con le figlie dei Comandanti e potranno prendersi una Ancella anche loro se la moglie non figlia;
gli Occhi sono i membri dei servizi segreti che tutto controllano e tutto sanno, a custodia dell’ordine stabilito.

Le Ancelle sono le uniche donne fertili in questo mondo distopico e sono destinate alla riproduzione. Vengono assegnate a un Comandante e alla moglie per avere figli e non sono padrone di niente, né del loro corpo né del loro nome.
Private dei loro nomi originali viene loro assegnato un patronimico: Difred, Diglen e Diwarren (Offred, Ofglen, Ofwarren) sono composti dal valore possessivo -di (-of) unito al nome di battesimo dell’uomo a cui appartengono. Nomi quindi che passano da una all’altra.
La voce narrante del romanzo è un’Ancella e si chiama Difred, cioè appartiene a Fred, così si chiama l’ultimo Comandante al quale è assegnata.
Le Ancelle sono riconoscibili per il rosso della lunga veste e per il copricapo con le alette bianche che funge da paraocchi per non vedere e per non essere guardate.
In questo mondo rigorosamente controllato e senza nessuna libertà di scelta, è abolita la parola scritta e si usano solo immagini anche per le insegne dei negozi. L’università è chiusa e i libri sono proibiti.
Le donne devono vestire modestamente, “con pudore e sobrietà”, senza oro e perle, senza ornamenti costosi. I soli ornamenti devono essere le opere buone. Inoltre “la donna impari in silenzio con totale sottomissione […]. Non permetto a nessuna donna di insegnare o di usurpare in qualsiasi modo l’autorità maschile. La donna deve conservare il silenzio” (Che la piasa, che la tasa e che la staga in casa, dice un proverbio della mia zona).
Ma in che mondo siamo capitati? ti chiedi a un certo punto. Cosa è successo per rendere fattibili tutti i peggiori incubi della sottomissione femminile?

Il Racconto dell’Ancella, nella trama costruita dall’autrice, è la testimonianza di un periodo della storia in cui si è insediato negli Stati Uniti un regime totalitario chiamato repubblica di Galaad.
Difred lascia delle registrazioni, come un diario, in cui racconta questa società che mette in scena il dominio maschile sul corpo e sul destino delle donne. Cosa resa possibile dalla collaborazione di altre donne.
Il regime monocratico di Galaad ha preso potere a seguito di disastri ambientali, guerre, incertezze dei governi, crolli demografici.
Le cose sono iniziate lentamente, e i segnali sono stati sottovalutati. La gente ha ignorato quanto succedeva, è rimasta a guardare, senza impegnarsi in un cambiamento, in una protesta. È così che le dittature si insediano.
“Era così che si viveva allora? Vivevamo di abitudini. Come tutti, la più parte del tempo. Qualsiasi cosa accade rientra sempre nelle abitudini. Anche questo, ora, è un vivere di abitudini. Vivevamo, come al solito, ignorando. Ignorare non è come non sapere, ti ci devi mettere di buona volontà”.
Ma come è successa la presa di potere di estremisti tradizionalisti come quelli di Galaad? Innanzitutto il denaro era stato sostituito dalle Carte di Credito e tutto era finito nella Compubanca. Tutto controllato. Questo aveva preparato il terreno.
Poi l’uccisione del Presidente e la fine del Congresso, di cui erano stati accusati gli integralisti dell’Islam, ha portato alla dichiarazione dello stato di emergenza da parte dell’esercito.
A questo è seguita l’abolizione della Costituzione, dicendo che era solo per un periodo temporaneo.
In tutto ciò la gente se ne stava in casa a guardare la televisione e ad aspettare che qualcuno dicesse cosa fare.
A seguire la censura dei giornali, i blocchi stradali, i lasciapassare per la sicurezza.
Infine, premendo solo qualche pulsante, le carte di credito con sopra una F sono state tutte bloccate e le donne, per legge, non potevano più possedere niente.
“Finché dicevi di essere cristiana e sposata, sposata per la prima volta naturalmente, ti lasciavano in pace. Si stavano concentrando sugli altri, volevano metterli sotto controllo per primi”.
Così le donne fertili, quelle che avevano contratto secondi matrimoni e relazioni non maritali, venivano arrestate e reclutate per dare dei figli alle coppie che appartenevano ai livelli più alti della società. Sono loro le Ancelle.

Alle Ancelle restano solo i ricordi del tempo passato, quando conducevano una vita normale, avevano un lavoro, un compagno o marito, magari anche un figlio.
Solo questo rimane a Difred, il ricordo che sale a galla pian piano; sprazzi di vita precedente risvegliati da cose banali come uno strofinaccio
“gli strofinacci sono gli stessi di sempre. Talvolta questi barlumi di normalità mi giungono di sorpresa, come imboscate. Le cose comuni, abituali, mi colpiscono come un richiamo violento, quasi un calcio”.
Ma, anche se sono l’unica cosa che rimane della sua vita di un tempo, non rappresentano una consolazione in questa realtà che sembra “un’allucinazione paranoica”:
“mi colgono, questi ricordi del passato, come uno svenimento, un’ondata che mi passa travolgente sulla testa. Talvolta è difficile da sopportare”.
Per sopravvivere Difred deve tenere a bada i ricordi, rientrare in se stessa. Solo che sono i ricordi a non abbandonare la mente. Unica traccia di una vita emotiva che è congelata in modo difensivo.

Il modo di vivere precedente, secondo i convinti sostenitori della nuova repubblica, era immorale e corrotto perché “a quel tempo gli uomini e le donne si provavano l’uno con l’altra, indifferentemente, come vestiti, rifiutando tutto ciò che non andava bene”.
Un modo di vivere che conosciamo bene, che è la nostra realtà attuale, con luci e ombre. Storture da raddrizzare nella società di Galaad:
«Noi abbiamo dato loro più di quanto non abbiamo tolto» dice il comandante. «Pensate alla situazione in cui si trovavano prima, pensate ai bar per donne sole, all’indegnità degli appuntamenti a sorpresa. Era il mercato della carne. Non ricordate il terribile divario tra coloro che potevano avere un uomo facilmente e quelle per le quali era impossibile? Alcune di loro, prese dalla disperazione, deperivano per dimagrire, altre si gonfiavano i seni col silicone, altre ancora si facevano tagliare il naso. Quanta infelicità! […].
Si lamentavano sempre. Problemi qui, problemi là. Vi ricordate delle colonne di annunci personali? Vivace, graziosa, trentacinquenne… In questo modo un uomo lo trovavano, ma poi, se si sposavano, spesso restavano sole, con un figlio o due perché il marito, stanco di loro, scompariva, così che si trovavano costrette ad affidarsi alla pubblica assistenza […]. Il denaro era l’unica misura di valore, per tutte, l’essere madri non dava diritto al rispetto. Non c’è da meravigliarsi quindi che stessero addirittura rinunciando alla maternità. Ora invece, sono protette, possono adempiere in pace ai loro destini biologici, con pieno sostegno e incoraggiamento […].
Erano anni di deviazione, storicamente parlando […]. Noi non abbiamo fatto altro che ripristinare le leggi della Natura».

Destino biologico. Leggi della Natura.
Non sono altro che affermazioni pericolose perché stabiliscono che una donna debba assolvere al compito di fare figli e che nel suo destino non esista altro.
Il romanzo è stato scritto a metà degli anni Ottanta, nel periodo in cui sia la politica americana che quella inglese aveva visto una ripresa conservatrice rispetto ai liberatori anni Settanta. Il pericolo di un ritorno al ‘destino biologico’ delle donne è quindi messo bene in evidenza nel romanzo. E direi che anche alle nostre latitudini e nel nostro oggi c’è un gran discutere di genere maschile e femminile, determinato biologicamente, e di famiglia ‘naturale’.
Alle Ancelle è riservato, nel romanzo, il compito biologico della procreazione. Per loro il corpo è diventato “una nube congelata attorno a un oggetto centrale, in forma di pera, duro e reale” più della persona che lo incarna. È l’unica cosa che conta, deve dare frutti, dimostrare la capacità per cui esiste.
“Ricordatevi, diceva Zia Lydia, ai nostri scopi i vostri piedi e le vostre mani non sono essenziali” e sono le prime parti del corpo a essere punite in caso di trasgressione.
Le Ancelle “sono una risorsa nazionale” e devono “essere un degno contenitore”; sono “l’altra donna. Il mio mestiere è di fornire ciò che altrimenti mancherebbe”.
“Attendo, lavata, spazzolata, nutrita, come un maiale da fiera”.

A Galaad è messa in scena la restaurazione di un precetto biblico, in senso letterale:
Genesi 1, 28: “Siate fecondi, moltiplicatevi, e riempite la terra”;
Genesi 30,1-4 racconta la storia di Rachele che vuole dei figli e disse a Giacobbe “Ecco la mia serva Bilha. Entra da lei e lei partorirà sulle mie ginocchia; così anch’io potrò avere figli per suo mezzo“.

Quindi le Ancelle sono le serve da dare al marito per procreare.
Ma il sesso deve restare fuori e La Cerimonia “non ha niente a che fare con la passione o l’amore o l’avventura o qualsiasi altra situazione di cui eravamo abituati a compiacerci. Non ha nulla a che fare col desiderio sessuale, non per me almeno, e certamente neanche per Serena. Eccitamento e orgasmo non sono più ritenuti necessari, sarebbero nient’altro che un sintomo di superficialità, come le giarrettiere vistose o i nei finti, cose superate. Sembra strano che un tempo le donne dedicassero tempo ed energie a leggere, a scrivere, a pensare, a occuparsi di questi diversivi […].
Noi esistiamo per scopi di procreazione, non siamo concubine, geishe, cortigiane. […].
Noi siamo dei grembi con due gambe, nient’altro: sacri recipienti, calici ambulanti”.

Come non ritenere pericoloso il significato di contenitore del corpo femminile?
Nel romanzo di Margaret Atwood si trovano parole, immagini, metafore che dicono quanto sia riduttivo, svilente e inumano ridurre il corpo femminile a recipiente di un feto, senza considerare tutto quello che il sangue, gli umori, le sostanze passano dal corpo della donna al corpo che nutre dentro di sé; senza tener conto che i pensieri, i sogni, le fantasie materne costruiscono il rapporto con il futuro nascituro, che ne sarà arricchito o impoverito, a seconda.

images.jpegNolite te bastardes carborundorum (Che i bastardi non ti schiaccino) è la frase che accompagna Difred e la sostiene nella sopravvivenza.
Il finale è aperto e i dettagli della trama, che non ho raccontato, si possono trovare con facilità su Wikipedia. Oppure leggendo il libro. O guardando la serie TV.

 

Concludo con questo dialogo, chiarificatore di quanto il peggio stia nella ricerca del meglio e di come le cose che per qualcuno sono giuste per un altro/a non lo sono altrettanto. E teniamo anche presente che il peggio, come abbiamo visto nella Storia del mondo, tocca sempre alle donne, soprattutto quando si discute del corpo e della regolamentazione delle sue funzioni.

«Noi abbiamo pensato di poter fare meglio».
«Meglio?» ho mormorato con un filo di voce. Come poteva crederlo?
«Meglio non significa mai il meglio per tutti» ha detto.
«Ma sempre, per alcuni, significa il peggio».

 

16 thoughts on “Il Racconto dell’Ancella

    • Non è un libro che si legge con facilità. Nessuna leggerezza. Inoltre più che la scrittura è il significato politico e sociale che prevale. Ti dirò che mi sono sforzata più di qualche momento, ero motivata proprio per il tipo di argomento. Ciao

      Piace a 1 persona

  1. Bel post. Questa estate ho iniziato anche io a leggerlo ma non sono riuscita a finirlo, troppo lento per le giornate concitate. Ritrovo però molto di quelli che hai scritto, anche se la frase che più mi ha fatto pensare è quella sul romanzo distopico che finisce male o con un finale aperto… è la caratteristica che mi lascia spesso insoddisfatta quando li leggo, e ce ne sono molti in giro, spesso a tematica femminile. Non mi ricordo se hai già letto Solo per sempre tua, oppure mi viene in mente Girls, così su due piedi.
    Buona giornata e grazie per le riflessioni che hai lasciato, ci penserò.

    Piace a 1 persona

    • Non ho letto i romanzi che hai citato. Recentemente ho letto altri romanzi dispotici dove in società del futuro sono messi in scena, esasperandoli, ora uno ora l’altro degli aspetti negativi del nostro mondo. Non li amo proprio anche se rendono molto evidenti, con le distorsioni, certi rischi del mondo odierno.
      Questo della Atwood mi ha motivato per il tema del femminile, anche se sono d’accordo con te sulla pesantezza e lentezza di certi passaggi. Ma proprio queste riflettono l’atmosfera di oppressione e controllo.

      Piace a 1 persona

      • Entrambi i libri che ti ho citato li ho scelti proprio per la forte tematica femminile. Sono molto più scorrevoli e brevi rispetto al racconto dell’ancella, ma manca l’aspetto politico, si concentrano di più su quello sociale. In prossima lettura ho anche Ragazze elettriche, sempre distopia ma in cui i ruoli tra uomini e donne sono rovesciati. Chissà che riesca a fare un bel post cumulativo su tutti, non mi ero accorta di questa piega presa dalle letture degli ultimi mesi!

        Piace a 1 persona

      • Ho sentito una bella recensione in radio su Ragazze elettriche. Il tema del potere femminile è molto interessante: se le donne hanno il potere lo esercitano in maniera diversa? In ragazze elettriche mi pare che la risposta non sia positiva. Confesso che mi attrae molto anche questo libro e quindi, continuerò anch’io sull’onda del romanzo dispotico. Poi ci scambieremo opinioni. Ciao

        Piace a 1 persona

  2. Importante per le tematiche che tratta, per le riflessioni che genera… questa scrittrice mi interessa sempre più (dovrò trovare il tempo per leggerla!). Bellissima la tua recensione: chiara, scorrevole e nello stesso tempo esauriente.

    Piace a 2 people

    • Grazie Alessandra, come ho scritto in un’altra risposta uno dei temi che mi ha sollecitato a proseguire la lettura è l’associazione che mi è venuto spontaneo fare con la GPA. Mi sembra che nel libro della Atwood siano ben espresse tutte le motivazioni che mi rendono perplessa verso questa pratica. Un tema politico quindi, un tema delle donne sul quale la letteratura crea pensiero.

      Piace a 1 persona

  3. Pingback: Ragazze elettriche – Pensieri lib(e)ri

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...