Scorre la Senna – Fred Vargas

Eppure lei aveva gli occhi di un uomo capace di comprendere che la salvaguardia delle quisquilie  getta le basi per il fiorire delle grandi cose. Fra l’insignificante e il grandioso non c’è nemmeno la distanza di un’unghia. 

5306_fredvargas_1257828185.jpgE fra l’insignificante e il grandioso si trova questo libricino di racconti che non soddisfa certamente chi ama i romanzi di Fred Vargas ma ne offre un gustoso assaggio. Scorre la Senna è stato pubblicato in Italia nel 2009 in occasione delle festività natalizie e lo riprendo ora per prolungare ancora un po’ il piacere di stare con certi personaggi, Adamsberg ancora, e poi Danglard e gli altri. Coule la Seine è il titolo originale, edito in Francia nel 2002 e composto dagli unici tre racconti scritti tra il 1999 e il 2000 e pubblicati singolarmente in riviste o quotidiani francesi. I racconti sono illustrati da Edmond Baudoin con alcune tavole in bianco e nero.

Sono circa 90 pagine, poco rispetto ai ben più corposi romanzi, ma l’ambientazione è sempre la stessa. Le indagini di Adamsberg a Parigi si svolgono in diverse stagioni: in estate nel primo racconto Salute e libertà; a Natale ne La notte efferata; in un freddo inverno in Cinque franchi l’una. Tante sono le immagini che tratteggiano la figura di questo commissario indecifrabile e del suo metodo d’indagine che si avvicina all’approssimazione e sembra mancare completamente di logica:

“… il piccoletto bruno, il commissario, che si muoveva sempre molto lentamente, come se fosse sott’acqua. Usciva a fare due passi più volte al giorno….con un’andatura un po’ beccheggiante, le mani sprofondate nelle tasche dei pantaloni stropicciati. Quello era uno che non si stirava gli abiti”;

“La trasognata noncuranza del commissario raramente era scalfita dalle vicissitudini dei casi giudiziari. Adamsberg si lasciava trasportare senza impazienza dalle circostanze delle indagini fino alla conclusione che aveva presagito. Sapeva aspettare per settimane o per mesi, se necessario, prima di puntare al traguardo, il che esasperava Danglard. Sapeva prender la mira tranquillamente…;

…Nelle sue inchieste aveva l’impressione di agire un po’ allo stesso modo, di tenersi alla larga dalle marce forzate, e poi, quando era il momento, puntare. Pensava che avrebbe percepito l’istante in cui l’assassino avrebbe attraversato il suo territorio, che in un modo o nell’altro ne sarebbe stato avvertito, e allora avrebbe agito. Danglard diceva che erano tutte cretinate”. 

Tranne che poi i pezzi sparsi di pensieri si uniscono nella sua mente, come quelli di un puzzle, in una forma coerente e Adamsberg trova la soluzione di ogni caso, anche se si muove “…al suo abituale livello di lentezza, ossia al di sotto della media”. 

I suoi collaboratori si sentono spiazzati, confusi e anche arrabbiati perché non comprendono questo piccolo commissario che viene dai Pirenei e avanza a scatti nelle indagini. Primo fra tutti Danglard, che “preferiva non fare domande per non rischiare un’inutile umiliazione. Conosceva fin troppo bene Adamsberg e quel suo modo di tirare per le lunghe certi casi fino a ridurre, senza volerlo, i colleghi allo stremo, per poi un giorno, bruscamente, mettersi in moto, con relativa rapidità e senza dare spiegazioni”. Danglard che affloscia le sue spalle molli nella frustrazione di non capire quali siano i processi di pensiero che muovono le azioni del commissario!

Il primo racconto Salute e Libertà (Salut et liberté) è stata pubblicato la prima volta sul quotidiano Le Monde nel 1999. Narra di uno strano vecchio che staziona davanti al commissariato e della panchina fa la sua casa portandosi appresso addirittura un servo muto per appendere la giacca. Il vecchio Vasco de Gama, un barbone filosofo, incuriosisce Adamsberg e inquieta Danglard. Anche perché contemporaneamente a lui arrivano lettere anonime.

La Nuit des brutes è stato pubblicato nella raccolta di autori vari ‘ Noirs de fin de siècle’, nel 1999, ed é il racconto centrale che mi ha dato maggiori suggestioni. La notte efferata è la notte di Natale ed è il Natale il vero protagonista; un Natale lontano dalla retorica a cui siamo abituati però vero perché non c’è niente come queste festività, in cui sembra un dovere esser felici e stare in compagnia, a rendere le persone più tristi e bisognose. Chi lavora in servizi di interesse pubblico sa bene quanto aumentino le crisi e le richieste in questi periodi dell’anno!

“Così se la gente non facesse tante storie con il Natale, ci sarebbero meno tragedie. È delusa, la gente, per forza. E questo scatena dei drammi […] Era il 24 dicembre, una sera speciale, tutti gli altri erano fuori. Si accingevano a festeggiare l’entrata in scena dell’inverno. Alcuni non se la sarebbero persa per nulla al mondo e i più non erano riusciti a sottrarsi. Per Jean Baptiste Adamsberg era diverso: temeva il Natale e si teneva pronto. Natale e la sua sfilza di incidenti. Natale e la sua legione di drammi. Natale, la notte efferata. […] Il Natale è una festa domestica, interna. […] Il Natale getta l’obbrobrio su chi è solo”.

“Per forza la gente si esaspera. La tensione di quel lungo conto alla rovescia, al termine del quale deve scaturire la spensieratezza, tritura i nervi, alla gente. Da cinque settimane il vecchio con la barba bianca e l’abito rosso è su tutti i muri, gioviale è pieno di promesse. È a prova di bomba, quel tizio. Eppure ha l’aria di uno che ci ha dato dentro per tutta la vita con il vino da quattro soldi. Ma non c’è niente da fare, è inossidabile…

“Non appena appare quel vecchio, la tensione sale progressivamente. L’intero Paese, succube, s’irrigidisce e si prepara all’inevitabile gioia…”

“A Natale tutti litigano, i più singhiozzano, alcuni divorziano, altri si suicidano. E una piccolissima percentuale, sufficiente per mettere in ginocchio i poliziotti, uccide. È un giorno come gli altri, molto meno bello degli altri”.

«Banalissimo suicidio» – «Mai visto» – «Il cadavere?» – «No. Non ho mai visto banalissimi suicidi».

L’ultimo racconto Cinque franchi l’una (Cinq francs pièce) è stato pubblicato nel 2000 nella raccolta di autori vari Des mots pour la vie. Racconta di Toussant Pi che trasporta spugne nel carrello di un supermercato per le strade di Parigi. Nient’altro che un barbone, unico testimone di un tentato omicidio che aiuta Adamsberg nella soluzione dell’indagine. E Adamsberg aiuta lui a trovare un modo per vendere le sue spugne. A cinque franchi l’una. Tutto qua.

E visto che i racconti sono brevi e c’è ancora un po’ di posto per l’autrice.

Fred Vargas è lo pseudonimo di Frédérique Audouin-Rouzeau. È nata a Parigi il 7 giugno 1957 e ha una sorella gemella, pittrice che si fa chiamare Jo Vargas. Vargas da Maria Vargas, personaggio interpretato da Ava Gardner ne La contessa scalza (1954). Fred Vargas è ricercatrice di archeozoologia presso il Cnrs (Centro Nazionale Ricerche Scientifiche), specialista in medievistica, ha studiato i meccanismi di trasmissione della peste dagli animali all’uomo. Tutto ciò è riportato nei suoi libri e soprattutto nei personaggi dei tre evangelisti: il medievista Marc (San Marco), l’archeologo Mathias (San Matteo) e lo storico della Grande Guerra Lucien (San Luca). Personaggi bizzarri, senza un soldo e curiosi di casi strani. Le loro avventure sono narrate nella Trilogia:

Chi è morto alzi la mano – Einaudi, 2002 (Debout les morts, 1995)

Un po’ più in là sulla destra – Einaudi, 2008 (Un peu plus loin sur la droite, 1996)

Io sono il Tenebroso – Einaudi, 2000 (Sans feu ni lieu, 1997)

 

La serie del Commissario Adamsberg è composta da: 

L’uomo dei cerchi azzurri – Einaudi, 2007 (L’Homme aux cercles bleus, 1991)

L’uomo a rovescio – Einaudi, 2006 (L’Homme à l’envers, 1999)

Parti in fretta e non tornare – Einaudi, 2004 (Pars vite et reviens tard, 2001)

Sotto i venti di Nettuno – Einaudi, 2005 (Sous les vents de Neptune, 2004)

Nei boschi eterni – Einaudi, 2007 (Dans les bois éternels, 2006)

Un luogo incerto – Einaudi, 2009 (Un lieu incertain, 2008)

La cavalcata dei morti – Einaudi, 2011 (L’armée furieuse, 2011)

Tempi glaciali – Einaudi, 2015 (Temps glaciaires, 2015)

Il morso della reclusa – Einaudi, 2018 (Quand sort la recluse, 2017).

 

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