Ragazze elettriche

Il genere è come il gioco dei bussolotti. Che cos’è un uomo? È tutto ciò che non è una donna. Che cos’è una donna? È tutto ciò che non è un uomo. Se dai un colpetto sul bussolotto, suona vuoto. Se giri il bussolotto, non trovi niente

Ho sentito parlare di questo libro in una trasmissione radiofonica, quando è uscita l’edizione italiana, nel 2017. Presentato come un romanzo del genere distopico femminista e ideale seguito de Il racconto dell’ancella, tratta il tema del potere al femminile. Avevo appena terminato la lettura del romanzo di Margaret Atwood, della quale Naomi Alderman è considerata l’erede, e non ho potuto sottrarmi alla curiosità. Ho comprato il libro, quindi. E l’ho lasciato lì, presa dall’urgenza di altre letture. È passato un bel po’ di tempo prima di prenderlo in mano. E l’ho lasciato a metà. Con l’intenzione di ritornarci a breve. Ma è passato un altro bel po’ di tempo e, insomma, impiegare più di un anno per la lettura di un libro è veramente troppo! Tutto questo per dire che non mi sono lasciata molto coinvolgere e la lettura è risultata un tantino stentata.  

Allora perché ne scrivo? Non certamente per il valore letterario. Ma per il tema sul quale vale la pena allargare le riflessioni, anche sapendo come non sia possibile arrivare a una conclusione: il potere in mano alle donne sarebbe gestito diversamente? Le donne hanno un rapporto diverso con il potere rispetto agli uomini?

Sappiamo che, di base, la forza fisica superiore dell’uomo ha comportato una supremazia sulle donne che nel corso dei secoli si è consolidata con un esercizio del potere quasi totale in tutti i campi. Ma cosa succederebbe se il corpo delle donne acquistasse una potenza che può sopraffare gli uomini?

Naomi Alderman immagina che questo diventi possibile perché a un certo punto le ragazze, e poi tutte le donne, diventano capaci di emanare scariche elettriche dalle mani infliggendo così dolore e morte. Questo potere sembra derivare da una fascia di muscoli striati intorno alla clavicola delle ragazze, che definiscono ‘organo dell’elettricità’ o ‘matassa’, per i suoi filamenti attorcigliati.  È un organo sempre rimasto latente nel genoma umano oppure è il risultato di una mutazione? Viene ipotizzato che la causa di tutto questo sia un tonificante creato durante la seconda guerra mondiale per combattere gli attacchi a base di gas. Immesso negli acquedotti, si è poi propagato attraverso le acque degli oceani ed è arrivato a tutta la popolazione mondiale, amplificando una serie di potenzialità genetiche già presenti nel genoma umano. Molte donne, si pensa, fossero portatrici di una matassa che è stata attivata da questa sostanza. E così diventano capaci di accogliere il fulmine nell’incavo della mano, ordinandogli di colpire

Se la prima considerazione è che la potenza fisica determina una supremazia, la seconda è che la natura del potere è quella di espandersi. Come nella descrizione che ne fa Naomi Alderman nell’incipit al suo romanzo:

La forma del potere è sempre la stessa: è la forma di un albero. Dalle radici fino alla cima, un tronco centrale che si ramifica e ramifica all’infinito, aprendosi in dita sempre più sottili, protese in avanti […] È la forma dei fiumi che vanno all’oceano […] È la forma tracciata da un fulmine quando si scaglia dal cielo sulla terra […]. 

Per sua natura il potere è quindi invasivo, penetra e modifica anche le migliori intenzioni. Soprattutto non esiste un esercizio del potere che vada bene per tutti. Come troviamo espresso nel seguente dialogo de Il racconto dell’ancella, ideale introduzione alla nuova storia:

«Noi abbiamo pensato di poter fare meglio».
«Meglio?» ho mormorato con un filo di voce. Come poteva crederlo?
«Meglio non significa mai il meglio per tutti» ha detto.
«Ma sempre, per alcuni, significa il peggio».

Vediamo, quindi, come si capovolgono il meglio e il peggio in questa nuova avventura che si sviluppa in dieci anni. Dieci anni per rovesciare il potere degli uomini e per sostituirlo con il potere delle donne.

Tutto ha inizio come reazione ad aggressioni a giovani donne. La violenza le fa reagire e scagliare fulmini dalle mani.

Così è per Rosy a Londra. Ha quattordici anni ed è presente quando alcuni uomini entrano in casa e ammazzano la madre. È questa violenza a scatenare il fulmine che dal palmo della mano colpisce quegli uomini. Il padre di Roxy è un potente criminale e la figlia diventerà, dato il suo potere, l’ape regina del suo impero.

Così è anche per Allie a Jacksonville. Ha sedici anni ed è orfana: una vita passata da una casa all’altra, da una mano all’altra. Tante case famiglia, tanti cambi. E cresce sempre ogni giorno di più finché è giunto il momento di reagire e non subire più lo stupro dell’ultimo padre adottivo. Una scarica mette fine a tutto.

Roxy e Allie sono le due protagoniste principali, le più forti. È attorno a loro che le cose succedono.

C’è anche un protagonista maschile: Tunde, un ragazzo nigeriano di 21 anni, che filma le scene e le mette online, diffondendole in tutto il mondo e dando il via alla storia. Riprende scene in cui le ragazze reagiscono a molestie insistenti, se non aggressioni, e scaricano addosso agli uomini tanta energia da farli cadere o ‘arrostirli’ addirittura. Tunde è il filo che collega tutto ciò che accade nel mondo, da Riad a Dehli a Bessapora, zone in cui la rivolta delle donne è più violenta per le sopraffazioni che hanno subito da sempre.

Se per Roxy e Allie la violenza è il motore a reagire, cos’è che intriga la sindaca Margot Cleary? Lei è una donna che già comanda, ambiziosa e tenace. Ma Naomi Alderman ci ha mostrato che la forma del potere è come un albero che si espande e Margot non si lascia certo scappare l’occasione per ottenere più potere. Impara a usare l’energia dalle mani dalla figlia Jocelyn e pensa che il potere di fare del male è uno stato di benessere.

Partendo da Roxy e da Allie la faccenda esplode ben presto in tutto il mondo e ci sono dappertutto ragazzine che fulminano le persone usando le mani. A soccombere sono i maschi, perlopiù, ma anche ragazze: ansimanti, in preda a contrazioni muscolari, con cicatrici simili a foglie. Un caos di zuffe, ragazzi ustionati o con crisi epilettiche, bande di ragazze che fanno a pugni. Che fare? Innanzitutto vengono separati i ragazzi dalle ragazze. Ma come è possibile proteggerle l’una dall’altra? Si aggrediscono e le lesioni e gli incidenti sono continui. E la cosa grave è che le adolescenti possono risvegliare quella cosa nelle donne adulte, che a loro volta la trasmettono l’una l’altra. Così le donne adulte, non solo le ragazze, possono farlo, possono ‘friggere’ chi vogliono! Nascono rivolte in tutte le zone del mondo, soprattutto in quelle remote e instabili, e le donne prendono il comando di intere città.

A Riad, in Arabia Saudita, dove le donne non potevano neppure guidare l’automobile, la rivolta viene scatenata dall’uccisione di due ragazzine di dodici anni, picchiate a morte. Le donne reagiscono: prima dieci, poi cento, poi migliaia. Con striscioni. Gridano e marciano. Si accorgono della loro forza. Sono furiose, bruciano le parti elettriche delle auto, fanno esplodere i percussori delle canne dei fucili dei soldati mandati a fermarle. Anche se rimangono uccise, contrattaccano. Tempo dieci giorni e il governo cade.

Anche a Delhi le donne si ribellano, iniziando da quelle che vivono sotto i ponti delle autostrade, in case fatte di coperte o tende, cartoni e nastro adesivo. La rivolta nasce da lì, dal posto dove vanno gli uomini quando vogliono una donna da poter usare fuori da ogni legge o da ogni permesso, e dove potersene sbarazzare senza censure. E dura settimane, con le donne che si aggirano furiose per le strade e i mercati: stanno facendo quella che chiamano ‘una dimostrazione di forza’, per solidarietà con quelle che sono state uccide sotto i ponti e private dell’acqua”.

Gli uomini reagiscono. I poliziotti picchiano. Le donne si ribellano e colpiscono. Si scatena, insomma, una guerra tra i sessi. 

Ritroviamo Allie, figura chiave. Sulla costa orientale americana, nel Convento delle Sorelle della Misericordia, ha trovato molte ragazze e ne è diventata amica e confidente. Si fa chiamare Eve e si trova bene in quella compagnia di donne, visto che la compagnia degli uomini non è certo stata granché! È la più potente di tutte e possiede anche il potere di guarire. Corregge gli errori del corpo. Almeno temporaneamente La riconoscono come la messaggera della Madre e cominciano a chiamarla Madre Eve. E come Madre Eve diventa sempre più popolare e lancia messaggi che moltissime persone ascoltano. Non vuole indurre la gente a cambiare religione o a modificare le loro pratiche: vuole far sapere solo che Dio “ha semplicemente cambiato veste. Lei è oltre il femminile e il maschile […]. Ma richiama la vostra attenzione su ciò che avete dimenticato. Ebrei: guardate Miriam, non Mosè, per tutto quello che potete imparare da lei. Musulmani: guardate Fatima, non Maometto. Buddisti: ricordatevi di Tara, la madre della liberazione. Cristiani: pregate Maria per la vostra salvezza. Vi è stato insegnato che siete immonde, che non siete sante, che il vostro corpo è impuro e non potrebbe mai esser la sede del divino. Vi hanno insegnato a disprezzare tutto ciò che siete e ad aspirare solo a esser un uomo. Ma vi hanno insegnato menzogne”. 

Madre Eve vuole una nuova vita per le donne e cerca un posto dove possano vivere in libertà: “Voglio salvare le donne […] se ci riesco. Voglio arrivare a loro e dire che adesso ci sono nuovi modi di vivere. Che possiamo unirci tra noi, che possiamo lasciare che gli uomini vadano per la loro strada, che non abbiamo bisogno di attenerci al vecchio ordine, che possiamo fare un cammino nuovo”.

Roxy e Madre Eve insieme promettono di fare grandi cose per realizzare questo progetto. E trovano il luogo giusto in Moldavia, una zona del mondo dove le donne sono state oggetto di violenza e abuso.

La Moldavia è la capitale mondiale della tratta di esseri umani o finalizzata allo sfruttamento sensuale. Ci sono migliaia di piccole città piene di stazioni di transito in seminterrati e in appartamenti nascosti dentro edifici inagibili. Vi si svolge anche la tratta di uomini e bambini.

Anche la polizia sa, anche gli altri uomini sanno. Eppure permettono. Permettono che più di trecentomila donne all’anno, morbidi corpi e carne delicata vengano venduti come merce, passando attraverso il paese.

Ma… col passare del tempo le bambine crescono, fino a ritrovarsi nelle mani quel loro potere e a insegnare alle donne adulte come usarlo. E gli uomini non hanno il tempo di accorgersi del nuovo potere delle donne e ideare nuove strategie. Vengono uccisi in scontri che si fanno sempre più intensi. Il presidente, Viktor Moskalev, che dispiega le forze per combattere le donne liberate dalla schiavitù sessuale che si sono unite in bande paramilitari, muore avvelenato della moglie Tatiana che prende il suo posto, appoggiata dalle donne. Tatiana annuncia la fondazione di un nuovo regno e lo chiama Bessapara, dal nome di un antico popolo che lo aveva abitato e che interpretava gli oracoli delle sacerdotesse isolate in clima alle montagne.

La guerra prosegue. Un esercito di uomini, che indossano tute di gomma, portano sulla schiena blocchi di batterie e hanno in mano pungoli elettrici per bovini, è segretamente addestrato dal re dell’Arabia Saudita Awadi-Atif per combattere le donne e riprendere il potere. Il mondo osserva questa guerra e gli esiti che avrà: da una parte l’Arabia Saudita che si sa come ha trattato le donne e dall’altra l’esercito di Bessapara, costituito da coraggiose combattenti, molte delle quali sono state donne comprate e vendute, donne incatenate. Che non hanno niente da perdere.

E, insomma, le cose procedono di questo passo che si fa sempre più veloce e ci chiediamo dove porterà. Assistiamo a un ribaltamento nell’esercizio del potere e le donne hanno comportamenti di sopraffazioni, ingiustizie, violenze nei confronti degli uomini. Il ritmo, verso la fine, si fa serrato e mostra come quella regione che era stata un avamposto per il business del traffico di esseri umani, che voleva essere la repubblica delle donne, sia diventata un luogo dove la guerra dilaga e dove, ora, sono i diritti degli uomini a venire negati. Nuove leggi stabiliscono che ogni uomo debba avere una donna che garantisce per lui, non può avere documenti a suo solo nome, non può gestire attività autonomamente. Uno stato di segregazione degli uomini vero e proprio, con tanto di violenza domestica, maltrattamento e uccisioni per mano delle donne. Succede di tutto in uno stato di regime arretrato e brutale. Ricorda molti luoghi del nostro mondo. Ricorda l’Afghanistan quando i Talebani hanno preso il controllo del paese e hanno applicato una versione estrema della shari’a, un paese dove ancora adesso le donne vengono frustate se sorprese ad ascoltare musica. Solo che nel libro le parti si sono invertite. C’è anche la descrizione molto cruda della violenza sessuale a un uomo. 

Prosegue a ritmo incalzante l’avventura e, solo a questo punto, divento curiosa di vedere come va a finire. E la conclusione sembra essere che ciò che viene fatto è perché si ha il potere di farlo. L’unica spiegazione che ci sia. L’unico motivo: avere il potere di fare! 

Quand’è che il potere esiste? Solo nel momento in cui viene esercitato”.

Infine, il potere è più forte del genere e qualsiasi, uomo o donna che sia, quando lo detiene e lo esercita non riesce a cambiarne la natura.

6 thoughts on “Ragazze elettriche

    • Ciao Aussie Mazz, non direi che si tratta di un’idiozia ma di un distopia per rappresentare la violenza del potere. Che sia esercitato da uomini o donne.
      Quelle che a noi sembrano esasperazioni sono in realtà il ribaltamento di azioni che hanno subito le donne nella lunga storia del mondo. Leggendo alcuni passaggi del libro ho provato un senso di straniamento e ribellione contro certi atti che a specchio ricordano tutto ciò che di brutto è stato inferto alle donne. Senza scariche elettriche, trovata molto interessante, non si potrebbe pensare al potere in mano al genere femminile. Perlomeno a questa forma di potere, così violenta.
      Grazie per le tue osservazioni

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      • Boh, la storia come l’hai presentata mi sembra un po’ ridicola. Per i miei gusti personali sarebbe stato meglio togliere le scariche elettriche e dire semplicemente che le donne improvvisamente sono più forti. Per me era preferibile una sospensione dell’incredulità su questo singolo aspetto ad una tentata spiegazione scientifica che ha portato a sviluppi fantasy e un po’ assurdi.
        Perché in fondo quello che conta è il messaggio e il tema, e questa cosa surreale dell’elettricità mi pare distragga dal focus per portare avanti scene fantastiche di lotte con superpoteri. Poi comunque non ho letto il libro, eh, quindi è solo un’impressione derivata dal riassunto che hai fatto.

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      • Beh l’idea è dell’autrice che l’ha sviluppata niente male. A me non dispiace perché dà, come dire, un tocco ‘elettrizzante’ 😂 (scusa l’ironia) alla storia. Il tema del potere al femminile per come l’ha declinato può piacere o meno, certo pone delle domande.

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  1. Quindi si può dire che è impossibile esercitare il potere senza subirne la natura di sopraffazione? Anche io ho preso il libro quando è uscito ma non ho ancora avuto occasione di leggerlo e non so dopo questa recensione se lo farò. Il tema è interessante. Hai letto per caso “Solo per sempre tua” della O’Neill? E’ anche questo un romanzo distopico che mette l’accento sul ruolo della donna. L’ho trovato davvero interessante, anche se all’inizio dava l’idea di essere frivolo. Invece è molto preciso.

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    • Ciao, mia figlia che aveva iniziato questo libro l’ha lasciato quasi subito. Ma a lei non piace il genere. Io l’ho terminato perché sono state incuriosita dal tema proposto dall’autrice. Fa riflettere il fatto che, come sintetizzi correttamente, “è impossibile esercitare il potere senza subirne la natura di sopraffazione”. O meglio il potere è tale solo se lo eserciti ed esercitarlo significa fare il meglio ma anche il peggio. Che tu sia uomo o donna.
      È veramente così? Discutiamone, pensiamoci. Perché questo è un nodo importante con il quale ci scontriamo da quando non sono solo uomini a decidere. Non più.
      Ci culliamo nell’idea che noi donne abbiamo un modo diverso di gestire le cose. Ma sappiamo che non è veramente così, che quando esercitiamo un ruolo di potere spesso ricalchiamo le orme degli uomini che ci hanno preceduto. È possibile un modo diverso di fare? Che non sia improntato alla stereotipa dolcezza del femminile e all’aggressività del maschile?
      Il libro propone una tesi che ha una sua logica, ci piaccia o meno ed è questa la parte affascinante che mi fa salvare il romanzo. Insomma, da non sottovalutare.
      Non conosco il libro che dici ma ti ringrazio del consiglio e lo leggerò.

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