‘45

Come in un film muto le immagini raccontano, pagina dopo pagina, una storia che è la nostra storia: la storia della guerra e della liberazione dal nazifascismo nella primavera del 45. In Italia.

In questa giornata del 25 aprile mi sono ricordata della bellezza della graphic novel di Maurizio A.C.Quarello pubblicata nel 2017 da orecchio acerbo. La dedica dice “A nonna Maria e alla memoria di nonno Maurizio”. Sono, quindi, ricordi di un passato che la generazione mia e quelle più giovani non hanno vissuto ma che non si deve dimenticare, pena il il rischio del ripetersi di atrocità che sappiamo bene quanto sono costate all’umanità!

La racconto con brevi parole e con qualche immagine che neppure lontanamente rendono la poesia del libro. La racconto, anche se somiglia a migliaia di altre storie vissute nella nostra penisola negli stessi anni e negli stessi giorni. Storie che, sommandosi, formano la resistenza di “un popolo capace di riscattarsi” ha detto il presidente Mattarella nel suo discorso in occasione di questa giornata. Un’eredità preziosa, da tenere cara nel modo migliore e cioè non dimenticandola ma rievocandola ogni anno per renderle onore. Soprattutto in tempi come questi nostri in cui è evidente il tentativo di sminuirla e affossarla con negazionismi, indifferenze e ritorni a pericolose ideologie fasciste.

Il primo capitolo, Contro i tedeschi, racconta la guerra partigiana contro le truppe tedesche: esplosioni, sparatorie, morti e feriti.

Uno dei partigiani che dal tesserino di riconoscimento sappiamo chiamarsi Damarco Maurizio, appartenente al CLN della Monferrato, è rimasto ferito a un braccio e torna nelle nebbie, nei prati e nei monti della sua casa, dalla sua donna che lo accoglie e lo cura.

Nel secondo capitolo ci sono I rastrellamenti. Arrivano due soldati tedeschi con i fucili, con occhi chiari sotto l’elmetto e fanno il segno di voler mangiare. Lei prepara una frittata e versa il vino. Loro mangiano, fumano e se ne vanno con una pagnotta di pane che lei gli ha regalato. Sono poveri soldati tedeschi persi in una guerra, come carne da cannone. Maurizio, intanto, era rimasto nascosto in soffitta.

Arriva l’inverno del 44 e tutto si copre di bianco.

Le immagini invernali sono molto belle. Così come quelle che mostrano la vita quotidiana, apparentemente tranquilla, con la legna da tagliare, il becchime da dare alle galline, i pasti da cucinare. Mentre fuori di lì sappiamo che la guerra continua.

Si va Verso la primavera e la neve si scioglie. Riprendono le azioni Contro i repubblichini. I partigiani assaltano le caserme per liberare i compagni imprigionati, mettendo al loro posto i fascisti e, di certo, non si mostrano teneri verso chi ha agito atrocità.

Arriva il momento de L’insurrezione, con i bombardamenti degli alleati e le battaglie per la libertà. Anche Maurizio, che ormai si è ristabilito, riparte in bicicletta verso la guerra. Che è violenta. Fatta di sangue e attentati e sparatorie. Esplosioni. E morti. Finchè… è La liberazione!

La notizia della liberazione fa accorre tutti gli uomini e tutte le donne a manifestare la gioia, ad alzare i pugni, ad abbracciarsi. Ed è un gran sventolio di bandiere italiane in questa giornata!

Il finale… be’ è pervaso di sottile tristezza perché in mezzo alla gioia della vittoria cogliamo lo sguardo di riconoscimento che la giovane donna e il soldato tedesco, diventato prigioniero, si scambiano in un muto saluto. Vittime entrambi di quella crudele degradazione ideologica che ha devastato le vite di milioni di persone.

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