Le donne di Giovanni Boldini

Quelle donne, ritratte da Giovanni Boldini su grandi tele, sembrano leggermente sporgersi in avanti e quasi venirti incontro quando ti fermi ad ammirarle. Le forme armoniose, le linee sinuose e affusolate dei corpi avvolti in sete evanescenti restano indimenticabili e solleticano l’immaginario. Corporee ed eteree allo stesso tempo, sensuali e innocenti, sembrano sirene bellissime, dotate di una leggerezza che le rende innaturali.

Sono questi ritratti la cifra di Boldini: hanno determinato il successo più di qualsiasi altra sua opera, paesaggi o cavalli o disegni. Sono questi ritratti di donne ad averlo reso famoso e non è difficile comprenderne il motivo. Chi non avrebbe voluto farsi ritrarre da lui? Al tempo c’era la coda davanti al suo studio a Parigi. Ovviamente si trattava di celebrità o di ricche dame che, grazie ai suoi dipinti, sono diventate eterne bellezze nell’arte e nella storia. Indimenticabili! E noi ancora siamo qui ad ammirarle.

Bologna gli ha dedicato una retrospettiva a Palazzo Albergati, in corso fino al 13 marzo, dove sono esposte, inizialmente in ordine cronologico e poi per temi, opere che raccontano la sua carriera… e anche un po’ l’uomo che è stato e qualcosa della sua vita.

Nato a Ferrara nel 1842 ha appreso dal padre, pittore e copista, le basi dell’arte nella quale ha mostrato presto grande abilità.

Autoritratto giovanile, 1856

A Firenze ha conosciuto e frequentato i Macchiaioli ed è di questo periodo Il Generale Spagnolo, considerato un capolavoro, che lo ha proiettato nell’emisfero dei grandi ritrattisti.

Il generale spagnolo, 1867

Decisivo per il suo successo è stato il trasferimento a Parigi nel 1871. Nella Ville Lumière ha saputo sfruttare le occasioni per mostrare la sua abilità nell’arte pittorica e soprattutto nel ritratto; ha creato uno stile inconfondibile e ricercato che lo ha reso il pittore della Belle Epoque, delle belle dame e della società snob ed esclusiva di quel fine secolo.

I primi anni li ha trascorsi lavorando per la galleria Goupil, uno dei mercanti più alla moda, producendo molte opere di genere. La modella e amante di quel periodo è stata Berthe, con la quale ha vissuto per quasi un decennio. “Ho un amante qui da far venire l’acqua alla bocca, è troppo bella è troppo buona / quindi mi sarebbe impossibile lasciarla per ora…” ha scritto di lei. Sono i ritratti di Berthe a dargli i primi successi. È lei la prima vera divina e in lei, quest’uomo piccolo e poco avvenente, ha trovato la sua musa ispiratrice.

Signora che legge, 1875

Poi conobbe Gabrielle, moglie del conte de Rasty che, verso la fine degli anni Settanta, è diventata sua musa e modella per alcuni anni. Un altro tipo di donna rispetto a Berthe, più mondana e provocante. In un’opera del 1879, Conversazione al caffè, il pittore le ha ritratte insieme mettendo a confronto i due diversi tipi di femminilità. In modo un tantino cinico, verrebbe da dire, visto che Berthe era inconsapevole della relazione tra i due.

Alle Folies Bergère, 1879 (particolare)

È bella, è bruna, e ardente. Altolocata e ammogliata anche. Un’amica ricevuta nei migliori salotti, che sapeva tutto di tutti, adorabile pettegola, divertentemente sagace“. I ritratti in posa, quelli ufficiali, della contessa de Rasty sono numerosi.

Così come numerosi sono anche i ritratti privati in cui la vediamo in atteggiamenti più disinibiti e provocatori. Lontani dalla posa e dalla rigidità accademica sembrano istantanee dell’emozione del momento, dell’attimo irripetibile. Boldini è andato avanti e si è spinto oltre i limiti delle convenzioni. Attraverso al sua donna ha svelato la forza incontenibile del piacere, la libertà della passione amorosa.

“Egli era piccolo e biondo, lei alta e bruna. Lui acuto come un giovane falco, lei dolce e comune come una capretta . Fu il loro un amore o fu reciproco bisogno di esaltazione? Lei, di tenere aggiogato una relazione semiufficiale il sole nascente della pittura; lui, sempre mortificato dal suo fisico, la soddisfazione di aver conquistato una donna ritenuta bella tra le belle? / L’elegante contessa non aveva certo un animo complicato, né slanci romantici, né sete di tragici amori; e Boldini non avrebbe sofferto una ingerenza perturbatrice nella sua vita, né c’era posto nel suo cuore per un vero amore. / Fu la sua amica nel senso mondano della parola.” (E. Cardona)

Ma l’essenza della bellezza femminile è resa da Boldini in modo ancor più libero e personale nei ritratti privati di ragazze anonime. Sono opere di natura più ‘segreta’ e, rispetto alla ricercatezza dei ritratti ufficiali del bel mondo, il pittore cercava una vena più sperimentale. Uno dei tre dipinti qui sotto, Nudo di donna dai capelli rossi, non si trova a Palazzo Albergati ma è una foto che ho fatto nel 2020 a Brescia nella mostra Donne nell’arte. Mi sembra interessante inserirla.

Dopo il bagno, 1880-1888
Nudo di donna dai capelli rossi, 1912
Nudo di giovane sui cuscini rosa, 1917

Il pittore delle signore, è l’artefice di ritratti che costituiscono per il committente una fonte di prestigio e un oggetto di piacevole consumo. Pittore della nobiltà e dell’alta borghesia, nell’ambito del sistema in cui vive; Boldini, potrebbe essere il normale venditore di un prodotto assai richiesto. La bella donna che gli chiede un ritratto non vuole anzitutto un’opera d’arte: vuole un’opera in cui si ribadisca il concetto che essa è una bella donna. / A questo scopo Boldini costruisce i suoi ritratti secondo le migliori regole della provocazione dell’effetto. Se si osservano le sue tele, in particolare i ritratti muliebri, si nota come il viso e le spalle (le parti scoperte) obbediscano a tutti i canoni di un raffinato naturalismo. Le labbra di queste donne sono carnose e umide, le carni evocano sensazioni tattili; gli sguardi sono dolci, provocanti, maliziosi o sognanti, ma sempre diretti, pungenti, puntati sullo spettatore”. (Umberto Eco, Apocalittici e integrati, 1964)

Sarebbe riduttivo però non considerare anche la qualità di eccellente disegnatore di Boldini che colse caratteristiche peculiari dei suoi soggetti, catturandone gli sguardi e le espressioni.

Prendiamoci una pausa da tutte queste belle signore e vediamo un altro genere di pittura in cui Boldini si è mostrato maestro. Ho scelto i cavalli, che amava dipingere tanto quanto le belle donne, e una veduta di Venezia, particolare nella sua prospettiva e resa pittorica.

Dragoni a cavallo, 1898
Venezia San Marco, 1907

Tornando al suo genere preferito è da dire che Boldini non ha limitato il suo sguardo solo sulla bellezza femminile classica e stereotipata, non ha creato solo bei oggetti ‘di piacevole consumo’, come ha scritto Eco, ma ha saputo anche celebrare la personalità, il carattere, la determinazione in donne che ha ritratto. Sopra tutti La tenda rossa, vero e proprio manifesto dell’autonomia femminile e della sicurezza di sé oltre le consuetudini sociali. La giovane donna dal profilo forte e con un naso importante è lontana dalla bellezza patinata; di profilo, lo sguardo perso nei propri pensieri e la sigaretta in mano, appare incurante degli sguardi altrui.

La tenda rossa, 1904

Così come mi piace il ritratto qui sotto che, pur seguendo lo stile di quelli ufficiali, mostra anche una nota personale più spiccata

Ritratto di M.me Veil Picard, 1896

Dalla fine degli anni Ottanta i ritratti sono diventati sempre più grandi e le figure, a grandezza naturale, si stagliano in camere vuote. La variante di colore, mai sgargiante, è determinata dalle belle dame, con una gamma ristretta di toni che rende il tutto elegante e sofisticato. Il gioco sta nelle sciabolate del pennello e nelle pose sempre più particolari, tanto disarticolate, a volte, da risultare innaturali.

Ritratto di signora in bianco con guanti e ventaglio, 1899

La bellezza femminile così esaltata, perfezionata e trasportata nella piena modernità non è passata inosservata agli occhi del bel mondo internazionale e le famiglie più ricche e importanti dell’epoca volevano un ritratto dal pittore famoso.

La principessa Eulalia di Spagna, 1898
Mademoiselle de Nemidoff, 1908

Pur restando figurativa la pittura di Boldini si è spinta, nel tempo, a un notevole grado di smaterializzazione. Il pittore ha perso, volutamente, i contorni dell’immagine con pennellate veloci e vibranti, come fosse alla ricerca dell’attimo fuggente.

Geltrude Stein ha scritto: “Quando i tempi avranno situato i valori al giusto posto, Boldini sarà considerato il più grande pittore del secolo scorso”. Non so se sia stato il più grande, ma di certo è stato un eccellente pittore che ha trovato nelle donne un’inesauribile fonte di ispirazione e le donne hanno trovato in lui un abile mago in grado di trasformarle in figure indimenticabili,

4 Comments

    1. Ciao Alessandra, le donne di Boldini sono tutte belle 😉 e guardarle è sempre un piacere.
      Scusami il ritardo nel risponderti ma negli ultimi mesi sono stata poco costante con il blog, anche se ho intenzione di riprendermi il tempo per starci un pochino di più. Chissà…

      Piace a 1 persona

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