Marlene Dumas

Marlene Dumas ci porta in un ciclone “mentale” che ci fa attraversare tutti i dolori umani, i suoi e quelli del mondo (Caroline Bourgeois)

A spingermi ad entrare a palazzo Grassi in un caldo giorno di questa estate non è stata la semplice curiosità di incontrare una artista che non conoscevo, bensì una frase letta, non ricordo dove, che descrive la pittura di Marlene Dumas come una rappresentazione potente delle emozioni umane complesse e contraddittorie. Un interesse più razionale che artistico, quasi professionale nel desiderio di vedere quale forma figurativa si riesce a dare alle emozioni.

Kissed, 2018

La prima opera che si incontra è un’anteprima di quello che ci aspetta. Bisogna guardarlo con attenzione questo Kissed per distinguere il viso della donna, in cui si riflette il colore del cielo, e il contorno del bacio che unisce i due visi. Piccolo, intenso e sorpendente, per il contrasto dei toni e l’incastro dei segni, questo piccolo dipinto ci preannuncia la forza con cui i nostri sensi saranno colpiti da lì in poi.

I colori accesi, caldi e freddi, costruiscono figure riconoscibili ma dalle linee essenziali, a volte meglio delineate e a volte solo abbozzate. Quella di Marlene Dumas è una pittura figurativa in cui i corpi dominano lo spazio e sono esposti direttamente allo sguardo senza pudore, ostentano genitali, provocano il pensiero comune e non lasciano mai indifferenti.

Awkward, 2018

Le fonti da cui Dumas ha tratto ispirazione sono varie: immagini da riviste pornografiche, foto di pin-up o di spogiarelliste. Chiamiamoli ‘dipinti pornografici’ questi corpi mostrati nei loro particolari e nelle pose audaci, ma sono tracce che forniscono significati e rendono leggibile il corpo nudo. A essere rappresentata é la nudità disadorna di un corpo sessualizzato senza riprodurlo in modo mimetico. I corpi nudi di Marlene Dumas sono ben altra cosa da quei corpi estetici esposti come merce, proposti come modelli stereotipati per imbrigliare desideri, uniformare le donne e gli uomini nei comportamenti. Guardiamoli come la messa a nudo del corpo umano attraverso un linguaggio scarno, essenziale, che dice le cose come stanno.

Attraverso i corpi Marlene Dumas dipinge le passioni, i sentimenti, legami e aspirazioni, tutto ciò che è intimo e profondamente umano.

In Awkward rappresenta l’Imbarazzo spontaneo prodotto mentre tentava di far stare i due corpi nello spazio di una tela verticale lunga e stretta. L’imbarazzo, forse, dell’innamoramento improvviso e imprevisto che supponiamo dalle pose in questo dipinto a grandezza naturale.

Vorrei che i miei dipinti somigliassero a poesie. Le poesie sono frasi che si sono tolte i vestiti. Il significato di una poesia è dato dalla sua cadenza, dai ritmi, da come le parole si muovono sulla pagina. La poesia è scrittura che respira e salta e lascia spazi aperti, consentendo di leggere tra le righe” (MD 2012)

Theet, 2018
Lips, 2018

L’impatto emotivo della pittura è forte, anche quando le opere sono di piccolo formato come in Teeth e Lips: il primo è la controparte aggressiva del secondo. Non solo labbra attraenti da baciare ma anche capaci di mordere nella rapidità del passare dal broncio seducente di Lips agli insulti e alle imprecazioni di Theet.

La mancanza di censure con cui approccia i suoi soggetti, la sfida etica a cui sottopone lo spettatore, la sua capacità di provocare il nostro modo di vedere” (Angela Vettese) sono possibili perchè Dumas, dagli anni cinquanta, ha attraversato diversi linguaggi artisitici: dall’happening alla performance a alla Body Art.

The Visitor, 1995

In The Visitor Dumas mette lo spettatore dietro alle prostitute in attesa del cliente e, con loro, a guardare la porta da cui entrerà. La fonte di quest’opera sono i bordelli di Amsterdam in Olanda (dove l’artista si è trasferita a vivere dall’età di 23 anni) in cui le lavoratrici del sesso sono esposte per essere viste ma, a loro volta, guardano anche chi le scruta. Qui lo spettacolo viene rovesciato e mette in luce il rapporto di potere tra chi osserva e chi è osservato. Le donne di Dumas non sono assoggettate allo sguardo maschile ma sono loro stesse protagoniste di sguardi e responsabili delle loro azioni.

Non possiamo prescindere dalla storia di Marlene Dumas se vogliamo comprendere la sua opera. Nata nel 1953 a Città del Capo e cresciuta in Sudafrica nell’epoca dell’apartheid ne ha denunciato la politica razzista, la discriminazione crudele e intollerante. Forse l’arte non può cambiare il mondo ma ne può denunciare i conflitti e le storture e Marlene è un’artista che dà un forte peso politico e sociale alla sua arte. In Betrayal (Tradimento) propone ritratti a griglia basandosi su immagini fotografiche a mostrare i gravi richi delle politiche identitarie. In The White Disease (La malattia bianca) assimila il suprematismo bianco alla malattia dello spirito e al male del ventesimo secolo.

In ogni parte del mondo il razzismo è ancora una storia al presente indicativo. Le persone bianche condividono una colpa collettiva che mai sarà perdonata nel corso della nostra vita” (MD 1997).

The Painter, 1994

Le persone, i ritratti, gli autoritratti rappresentano un tema importante nell’opera di Dumas.

IIl ritratto, il nudo e la pittura li troviamo riuniti in The Painter. La bambina è la figlia Helena. Vulnerabile e ostile allo stesso tempo, con uno sguardo penetrante di sfida e con le mani tinte di rosso e blu è un’allegoria della pratica artistica e di Marlene stessa.

Drunk, 1997

Drunk è una specie di autoritratto in una sorta di amara autoironia. Forse l’artista espone se stessa oppure rappresenta tutto ciò che viene malvisto nella donna: nuda, vecchia, ubriaca e donna. Mentre per gli artisti maschi bere è un gioco accettato e condiviso, secondo il pensiero comune, per le donne non c’è nulla di peggio!

The Origin of Painting (The Double Room) 2018

The Origin of Painting è una grande tela di formato verticale per la quale Dumas ha tratto spunto dalla leggenda greca del 600 a.c. che racconta come Kora di Sicione, una giovane donna di Corinto, tracciando sul muro l’ombra del suo amante in partenza ha fatto nascere la pittura. La pittura diventa così costruzione dell’altro e generatore di immagini che mantiene vivo l’oggetto del desiderio.

La pittura come gioco di ombre
La pittura come gesto
Il fare una mossa verso
La pittura riguarda quel che non c'è
MD 2021

La figura femminile nuda di un colore rossastro dà forma a una sagoma con il colore grezzo, come un raddoppiamento della realtà. Il colore che cola dà consistenza alla parte inferiore di una figura intangibile e informe che acquista esistenza autonoma.

Dumas ha ritratto molti personaggi famosi prendendo spunto da foto e immagini diverse. Vediamo qui sotto tre piccoli dipinti che fanno parte di una sequenza unica: Anna Magnani in Mamma Roma, 2012; Pier Paolo Pasolini, 2012; Pasolini’s Mother, 2012.

Mamma Roma è l’urlo della madre che ha perso il figlio ed è basato su un fotogramma del film scritto e diretto da Pasolini nel 1962

Nei ritratti di P.P. Pasolini e Pasolini’s Mother ci restituisce la similitudine di sguardi, zigomi alti e della complessità della relazione tra madre e figlio che non si risolve in una semplice identificazione reciproca.

Supplica a mia madre
"Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore, ciò che è stato sempre, prima d'ogni altro amore.
Sei insostituibile. Per questo è dannata alla solitudine la vita che mi hai data"
Pier Paolo Pasolini, 1962
Great Men, dal 2014

Nel 2014 Dumas ha partecipato a Manifesta 10 la biennale europea d’arte contemporanea a Pietroburgo per la quale ha realizzato 16 ritratti di famosi uomini gay e bisessuali in risposta alla legge russa contro la propaganda dell’omosessualità. La serie Great Men comprende personaggi del diciannovesimo e ventesimo secolo che sono stati incriminati e perseguitati per il loro orientamento sessuale. La serie è proseguita ed è ancora in corso di realizzazione.

Lo spazio di osservazione di Marlene Dumas è il mondo di cui indaga le condizioni disumanizzanti dell’esperienza.

Straitjacket (Camicia di forza) è una metafora dell’isolamento e dell’alienazione, dell’impossibilità di muoversi e scappare. L’opera è basata su un reportage sulla morte di una giovane donna in una prigione del Sudafrica dovuta al fatto che era stata immobilizzata con una camicia di forza per ventitré ore.

Blindfolded (Bendato) introduce cupi temi politici ed è basato sull’immagine di un palestinese arrestato da un soldato israeliano e bendato in un campo profughi. Lo scrittore israeliano Amos Oz ha ricordato a Dumas che sia gli ebrei che gli arabi sono stati vittime dello stesso oppressore europeo e il fatto che entrambi questi popoli siano stati discriminati, umiliati e perseguitati ha fatto sì che il conflitto tra loro ne risultasse esacerbato.

Figure in a Landscape (Figura in un paesaggio) è una grande tela ispirata al conflitto israelo-palestinese in corso. La barriera eretta per separare territori e persone ha il sopravvento su qualsiasi figura e dà la sensazione di essere con le spalle al muro. “Non ci conduce in una terra santa ma in una desolata terra di nessuno” (MD). Il titolo assume quindi un significato ironico.

Anonymus (Anonimo). Il titolo scelto da Dumas non dà identità al soggetto perché l’intenzione è di riflettere sull’ambiguità delle immagini. “Guardare le immagini non ci porta alla verità, ci porta alla tentazione. Non è che un medium muoia. È che tutti i media sono diventati sospetti. Non è che il soggetto di artisti e artiste sia sotto tiro, è che la loro motivazione è sotto processo. Ora che sappiamo che le immagini possono significare qualunque cosa, per chiunque voglia dar loro un significato, non ci fidiamo più di nessuno, specialmente di noi stessi” (MD 2003).

Canary Death (Morte alle Canarie). Una fotografia di giornale che raffigurava un migrante affogato e portato via dalla corrente è stato l’ispirazione per quest’opera. Che dire di più se non che le traversate tragiche dei migranti e i loro corpi senza vita sono diventati in questi anni una catastrofe umanitaria!

Come si vede le opere di Marlene Dumas non consentono allo spettatore di estraniarsi. Sono un richiamo a non voltarsi dall’altra parte, a non sfuggire alla denuncia di fronte all’alterità e alle discriminazioni.

Losing (Her Meaning) 1998

In Losing (Her Meaning) [Perdendo (il suo significato)], che troviamo verso la fine del percorso, è dipinta una modella che galleggia a faccia in giù nell’acqua verde-blu, come un’Ofelia che ci mostra la schiena e non il volto, in un rovesciamento di significato che mette in discussione la rappresentazione femminile, alla ricerca di un linguaggio che trasformi i modelli abituali.

"C'è stato un tempo in cui pensavo che il mio soggetto centrale fosse il dolore. Come ritrarre la tristezza del mondo e la mia colpa di non essere tanto triste quanto altri. 
Ora penso che sia meglio dipingere la gioia, prima che la fortuna mi abbandoni"
Marlene Dumas

Marlene Dumas

open-end

Palazzo Grassi, Venezia

27.03.2022 - 08.01.2023

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...