La compagnia dell’Anello

Le avventure non hanno dunque mai fine? Mi sa di no. Qualcun altro deve sempre portare avanti la storia. Be’, non c’è niente da fare

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Questione di vita e di morte

Sei stato condannato a morte innocente, dalla roulette del Dna e dalle contingenze dell’habitat. Non puoi farci nulla. Non possiamo farci nulla. Ma la condanna prevede che l’esecuzione sia preceduta da una lunghissima agonia di torture. E su questo possiamo eccome, amico lettore, perché ciascuno di noi di quelle torture è responsabile. Per atti o per omissioni. Contro quelle agonie di tortura si può scagliare l’umanità del nostro NO! […] La condanna a morte per malattia ci fa ammutolire per l’ingiustizia del caso, ci rivela quanto ancora resta della nostra impotenza

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Veleno

Avevo sentito parlare, un paio di anni fa, della serie podcast sui ‘diavoli della bassa modenese’: negli anni ottanta alcuni bambini erano stati allontanati da genitori accusati di abusi sessuali e rituali satanici. Non avevo comunque provato interesse all’ascolto perché le inchieste scandalistiche su fatti di cronaca non mi appassionano e mi suscitano diffidenza. Quindi l’avevo ignorato. Continua a leggere

La notte della rabbia

Ritorno agli anni 70 con questo romanzo che racconta il clima sociale e politico di quel periodo da un punto di vista inusuale per certi versi, cioè dalla parte dell’Arma impegnata nella repressione del terrorismo eversivo.

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Gli anni al contrario

Non abbiamo mai usato lo stesso dizionario. Parole uguali, significati diversi. Dicevamo famiglia: io pensavo a costruire e tu a circoscrivere; dicevamo politica io ero entusiasta e tu diffidente. Io combattevo, tu ti rifugiavi. Se non ci fosse stata Mara ci saremmo persi subito, ma almeno non avremmo continuato a incolparci per le nostre solitudini. Quando penso agli anni trascorsi mi sembra che siano andati tutti al contrario

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Ancora un giorno

Il mondo contempla il grande spettacolo di lotta e di morte che, oltretutto, non riesce assolutamente a immaginare, poiché il volto della guerra non è comunicabile. Nè con la penna, né a voce, né con la macchina da presa. La guerra è una realtà solo per chi sta conficcato tra le sue sporche, disgustose, sanguinolente interiora. Per gli altri è solo una pagina di un libro, un’immagine sullo schermo

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