Turner

“Ha derubato il sole del suo diritto di primogenitura a creare le ombre” ha scritto, nel 1836, il reverendo J. Eagles riferendosi a William Turner. Nonostante l’intento fosse quello di denunciare l’assurdo, con tono stizzito, le sue parole si sono rivelate profetiche. Continua a leggere

Picasso – Figure (1906-1971)

“Chi vede correttamente la figura umana? Il fotografo, lo specchio, o il pittore?” 
Pablo Picasso Continua a leggere

I cigni di Leonardo

“Con un genio come Leonardo, anche un ritratto altrui è più un riflesso dell’artista che della persona ritratta. L’anima che intende evocare è la propria” Continua a leggere

Attorno a Klimt. Giuditta, eroismo e seduzione

“La Giuditta partecipa dell’immaginario romantico. In verità, ella incarna perfettamente il personaggio della ‘femme fatale’ cara agli scrittori contemporanei, simbolo al tempo stesso della seduzione della carne, delle forze dell’istinto e del terrore della castrazione”
Théophile Gautier
Salon de 1847 Continua a leggere

Hokusai, Hiroshige, Utamaro

Prendetevi del tempo quando decidete di andare a visitare questa mostra. Tempo per informarvi sulla storia e l’arte giapponese leggendo i testi che, nelle varie sale, accompagnano le opere, tempo soprattutto per guardare le numerose silografie esposte, oltre duecento, ricche di dettagli che assorbono l’attenzione. Ogni disegno è una narrazione che porta in una dimensione tutta diversa dalla nostra per la leggerezza dei segni e la delicatezza dei colori, oltre alla rappresentazione della natura, dell’architettura e dei costumi e usi giapponesi. Continua a leggere

L’impressionismo di Zandomeneghi

Les Italiens de Paris: così era chiamato il trio di artisti italiani presenti a Parigi durante gli anni della Bella Époque e dell’impressionismo. Sono Giovanni Boldini (Ferrara, 1842 – Parigi, 1931), Giuseppe De Nittis (Barletta, 1846 – Saint Germain en Laye, 1884) e Federico Zandomeneghi (Venezia, 1841 – Parigi, 1917).
L’influenza dell’impressionismo francese è evidente nelle opere di tutti tre questi artisti, anche se con differenze di stile, ma tra tutti è Zandomeneghi quello che ha fatto parte del movimento a tutti gli effetti. Nel 2017 cade l’anniversario della sua morte e, a Palazzo Zabarella a Padova, gli viene dedicata una mostra antologica con un centinaio di opere tra dipinti a olio e pastello, da quelle giovanili a quelle della maturità, in un arco di tempo che va dall’ultimo decennio dell’Ottocento ai primi anni del nuovo secolo. Continua a leggere

I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia

Tra i tanti -ismi presenti nel campo dell’arte, dalla fine dell’ottocento al novecento, i Nabis sembrano quasi un capitolo a parte. Hanno una matrice simbolica, e sono collocati infatti all’interno del Simbolismo, ma vengono chiamati anche con tanti altri nomi: sintetisti, neotradizionalisti, ideisti, cloisonnistes e anche deformatori in ragione delle caratteristiche della loro pittura che, nella mostra che ho visitato a Rovigo, sono messe bene in luce. Li possiamo conoscere attraversando le sale del Palazzo Roverella; si parte dalla Bretagna francese di fine Ottocento e si arriva all’isola di Burano, nella laguna veneta, nel primo decennio del Novecento seguendone le tracce, dalla nascita ai diversi sviluppi in Italia. Continua a leggere