Lettera a una ragazza in Turchia

“Mia ragazza di Turchia, tu ci sei nata e ci stai adesso in quel magnifico Paese dove i miei antenati per millenni hanno vissuto, combattuto, da dove noi siamo stati cacciati per sempre (…)
Allora, ecco. Ho scelto tre storie per te: quella di Hannah l’imprenditrice, determinata a non farsi abbattere da niente al mondo, e del suo successo negli Stati Uniti, quella di Iskuhi dalle gote di pesca, la mia misteriosa bisnonna, e infine quella della bella Noemi che portava capellini con la veletta e vestiti alla moda francese, e scomparve nel mare di Trebisonda: tre donne di Turchia, tre donne armene” Continua a leggere

Il giudice delle donne

“Avevo sentito parlare del suffragio universale, naturalmente. Ad Ancona avevo visto un corteo di lavoratori che chiedevano il voto e perfino mio padre riteneva ingiusto che i poveri non potessero votare: “Senza il voto nessuno ti ascolta, il voto è la difesa del lavoro”, diceva. Riferendosi agli uomini, ovviamente.
Ma le donne… Be’, questo era tutt’un altro paio di maniche”. Continua a leggere

Il velo tra obbligo e divieto

“Nel discorso sulle donne e sul velo si è scritta un’altra storia…che, in varia misura, ha influenzato tutte le società mediorientali e che ancora vive, insieme a quelle lotte, dentro questo discorso” (1)
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