Agatha Raisin e i giorni del diluvio

6185355_418397Agatha Raisin è una donna non giovane e non vecchia, benestante inglese, prepensionata e con molto tempo libero.

Vive in un paesino vicino a Londra, con tanto di feste paesane e tè e pasticcini. Amica della moglie del pastore, il quale però la vede come il diavolo in persona, si ritrova separata da un marito che ha deciso di andarsene in un convento. Decide così di partire per una vacanza nell’isola di Robinson Crusoe. Inaspettatamente il viaggio è rigenerante e quando torna si trova invischiata nell’omicidio di una giovane donna in procinto di sposarsi. Inizia a indagare con l’aiuto di amici, soprattutto di un vicino di casa, uno scrittore trasferitosi da poco. L’indagine la porta nel mondo di giovani donne che lavorano, vanno in discoteca e sognano una vita migliore, fatta di fama e soldi. Alla fine riuscirà a risolvere il caso, con qualche piccolo colpo di scena.
Libro leggero e poco avvincente. Ci sono passaggi non ben integrati tra loro e le figure dei personaggi, come le giovani amiche dell’assassinata, si confondono spesso. Anche Agatha non acquista un gran spessore come figura di protagonista. La lettura è lenta, un po’ appesantita da indagini noiose. Il finale offre qualche brivido in più del resto del racconto.

Però anche qui, come in gran parte dei libri, si possono trovare dei passaggi che valgono la pena della lettura.

“… Dove ho sbagliato?”
Nel fingere che non stesse succedendo nulla, pensò Agatha.
Pg. 138

“… È sposata lei?”
“Divorziata.”
“Come sta a soldi?”
“Sono benestante.”
All’improvviso il signor Gringe guardò Agatha in modo lascivo. “Non è bello restare soli. Sa che le dico? Può sposare me. Sono stufo di pulire e sfregare, e questo è un lavoro da donne.”
“In tal caso assuma una donna delle pulizie.”
“Pagare qualcuno per le pulizie? No, è qui che lei mi torna comoda.”
“Ed è qui che io levo l’incomodo” disse Agatha con fermezza…
Pg. 208

Nella prima parte del libro la chicca è la storia della vera isola di Robinson Crusoe.

…”Mi faccia vedere. Lei ha l’aria di una cui un po’ di sole farebbe bene. Ecco qui; che ne dice dell’isola di Robinson Crusoe?”
“E dove si trova? Io non voglio uno di quei posti da Club Med.”
“Fa parte dell’arcipelago Juan Fernández.” Sue fece ruotare la sedia e indicò un punto sulla carta. “Appena al largo della costa del Cile. Fu qui che approdò,Unknown.png
naufrago, Alexander Selkirk.”

“E che è?”
“Un marinaio scozzese che naufragò in quelle acque. Daniel Defoe venne a sapere la sua storia e scrisse Robinson Crusoe, ispirandosi alle avventure di Selkirk.”… pg.2-

…E poi, all’improvviso, dopo altre due ore di volo sopra l’oceano apparentemente infinito, e proprio quando Agatha stava ormai cominciando a pensare che non sarebbero mai arrivati, ecco apparire l’isola di Robinson Crusoe. Uao! Sembrava emergere dal mare simile a un cavallo imbizzarrito, nera e frastagliata, come se il Pacifico l’avesse appena vomitata… pg.4

220px-Isla_Selkirk.jpg

…”Sembra tutto piuttosto impervio,” osservò Agatha. Sopra di lei si levavano alte nel cielo azzurro montagne nere e scogliere a strapiombo. Niente spiagge. Nulla, solo rocce brulle. Uno scenario ideale per un film dell’orrore o sui marziani…
…“Me l’ero immaginata come un’isola tropicale,” disse.
“Solo perché Daniel Defoe aveva ambientato Robinson Crusoe ai Caraibi.”… pg.5-6

…Marie spiegò ad Agatha che l’isola era un parco nazionale. Suo figlio Carlos si premurò di tenerle una lezione sulla storia di Alexander Selkirk. Costui era un marinaio imbarcato sul Cinque Ports, una nave corsara, e per tutto il tempo mentre circumnavigavano Capo Horn non aveva fatto che lamentarsi della sistemazione e del vitto a bordo. Quando la nave raggiunse Juan Fernández per fare rifornimento di acqua dolce, Selkirk chiese di essere lasciato a terra con un moschetto, della polvere da sparo, e una Bibbia. Ma quando vide che il capitano era davvero intenzionato ad accontentarlo, Selkirk disse di aver cambiato idea, però il capitano ne aveva avuto abbastanza di quel marinaio brontolone, e così lo piantarono lì. La maggior parte dei naufraghi si sarebbe sparata o sarebbe morta di fame, invece Selkirk fu salvato dalle capre, introdotte dagli spagnoli, le abbatté con il moschetto usandone le pelli per coprirsi e le carni per nutrirsi. Sopravvisse per quattro anni, fino al 1709, quando arrivò il suo salvatore: Woodes Rogers, comandante delle navi corsare Duke e Duchess, con il famoso pirata William Dampier. Quando Selkirk tornò a Londra, era una celebrità. pg.8

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