La simmetria dei desideri

“La storia dietro quella fotografia è la storia della nostra amicizia. Di noi quattro. Non so con certezza come sia iniziata. E non so con certezza cosa l’abbia tenuta insieme fino a oggi. E non so con certezza se proseguirà, ora che le nostre vite stanno cambiando. In effetti, l’amicizia è una faccenda strana, secondo me. Sono ormai cinque anni che traduco dall’inglese articoli accademici di argomento umanistico o sociale, e non ho ancora trovato un articolo che analizzi la questione in profondità. Certo, oggi tutto dev’essere statistico ed empirico, mentre è difficile quantificare e calcolare distanza e vicinanza, fedeltà e tradimento, amore e nostalgia. E forse non è neppure necessario”.  Continua a leggere

Il Racconto dell’Ancella

Il Racconto dell’Ancella

Il presente “non è dove voglio trovarmi. Ma è dove mi trovo, non c’è scampo. Il tempo è una trappola e io vi sono chiusa dentro. Devo scordarmi del mio nome segreto, devo scordarmi del passato.
Il mio nome adesso è Difred ed è qui che vivo.
Devo vivere nel presente, cercare di trarne il meglio. Non ho altro.
Ho solo molto tempo per riflettere.
Ho trentatré anni. I capelli castani. Sono alta un metro e sessantasei senza scarpe.
Faccio fatica a ricordarmi che aspetto avevo. Ho ovaie vitali”.  Continua a leggere

Secessioni Europee

“Nel mosaico di fisionomie tradizionali di cui si componeva l’Europa emersero i tratti distintivi e le fisionomie artistiche delle maggiori capitali […]. Generalmente il termine Secessione etichetta sul piano artistico lo scontro delle giovani generazioni con un’epoca segnata da rigide norme, seppure non approdate alle correnti più avanzate costituite dalle avanguardie.
Lo scopo della mostra non risiede tanto nel processo d’identificazione delle fonti della modernità, a partire dal tracciamento delle singole opere, ma piuttosto nella mappatura di quel terreno accidentato che era la pratica artistica di fine secolo percorsa da incoerenti echi del passato e, al contempo, da una appassionata attenzione alle espressioni più innovative…”
Francesco Parisi, curatore della mostra

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Da “le cose che fa fare l’amore” al “mondo pazzo di giustizia”. Milano. Robecchi.

Questa estate ho letto di fila, uno dopo l’altro, tutti e quattro i romanzi di Alessandro Robecchi, senza mai un momento di noia, anzi con un crescendo di interesse fino all’ultimo libro. Il protagonista è un po’ così, sempre indeciso su quello che vuole fare, ma la miscelazione con altri personaggi crea una gran bella dinamica; la città in cui tutto si svolge è Milano; i temi sono di costume e di denuncia sociale e portano l’attenzione dentro ambienti ai margini, come i campi rom, le periferie desolate dove le ragazze finiscono a fare le prostitute, i quartieri dove vivono gli immigrati, le case occupate dove i sogni sono calpestati. Luoghi di varia umanità che offrono anche ‘materiale’ di spettacolo e commercio per la TV spazzatura. Continua a leggere

L’eterna bellezza. Novecento e Realismo Magico

“A che cosa risponde la bellezza, se non a un senso del divino che è in noi?”
Margherita Sarfatti, 1930 Continua a leggere