Dà parole al tuo dolore: il dolore che non parla sussurra al cuore troppo gonfio l’invito a spezzarsi *

Ottobre
Come fare quando un magma di dolore si espande tra cuore e stomaco e si trasforma in una crosta dura che non lascia passare più niente… che fare? Come scioglierla per poter tornare a respirare?

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“Ho sognato la Groenlandia”

Ci hanno detto che, una volta stabilizzato, la cura sarebbe stata una fisioterapia intensiva.
Stare seduto era il primo passo, ma scivolavi da tutte le parti. E tutto ti doleva, la gamba, il braccio, la schiena! 

Ci abbiamo provato.

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“Vienimi a prendere”

Sono arrivata al punto più difficile e doloroso di questa storia. Mi sono presa qualche giorno di pausa e di distacco ma sento l’urgenza di tornare qui, a raccontare perché non voglio dimenticare gli ultimi mesi trascorsi vicino a lui. Sono stati i mesi più lunghi e più veloci della mia vita. E anche se ci sono dettagli che terrò privati restano molte cose da dire. Credo ci sia una sorta di selezione spontanea tra ciò che è dicibile e ciò che non lo è ma anche quello che si tace, come le emozioni e i sentimenti, trasuda dalle parole che si usano, dagli episodi che si sceglie di rivelare. Tutto questo perché non sono ancora in grado di chiudere il capitolo di una lunga vita insieme.  

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La vita sospesa

Per il primo periodo le parole sono state controllate, contenute e rese minime perché era troppo doloroso anche solo pronunciarle. Poi ho cominciato pian piano a scriverle per aiutarmi a pensare e alleviare il peso che si stava accumulando in me.
Una sorta di diario. Triste. Perché contiene le parole di chi vive accanto alla malattia, di chi prende per mano la sofferenza e l’accompagna. Sono le parole di chi sopravvive. E tiene la vita in sospeso.

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All’improvviso, succede

Succede. Mentre vivi in modo accelerato e corri e sorridi e lavori e compri e guardi cose belle e ti arrabbi e ti preoccupi e leggi e pensi alle prossime vacanze; mentre sei presa dal vortice delle cose da fare, da quelle che ti appassionano, succede. 

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Dolor che ‘l cor mi preme

Ho preso la decisione di condividere un dolore privato. Renderlo pubblico, se volete. Raccontarlo a chi lo vuole leggere, per simpatia, per empatia, per rispecchiarsi. Non so quanti proseguiranno la lettura perché vi annuncio sofferenza, quella che si sente dentro l’anima e che ti segna la pelle.

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