Toulouse Lautrec. La Belle Époque

A parer di taluni sarebbe stato un pietoso demente, un miserabile squilibrato, mentre è un artista eccellente… È vero, Lautrec portava una maschera che ben pochi si sono curati di sollevare. Ha dato di se stesso un’immagine volontaria, studiata, e hanno creduto che si raccontasse al naturale. Ha descritto gli esseri umani in maniera ironica, beffarda, persino crudele, e si è pensato che il suo animo fosse tale.
Arsène Alexander, editore di ‘Le Rire’
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Un incantevole aprile

“E intanto i bei giorni dorati si staccavano dolcemente uno a uno dalla seconda settimana, altrettanto belli di quelli della prima…” Continua a leggere

Nello sciame. Visioni del digitale

“Il medium dello spirito è il silenzio, che è chiaramente distrutto dalla comunicazione digitale.” Continua a leggere

MANET e la Parigi moderna

Dovete dimenticare le idee di perfezione e di assoluto, non credere che una cosa sia bella perché è perfetta, secondo certe convenzioni fisiche e metafisiche. Una cosa è bella perché è viva, perché è umana. E gusterete allora con enorme delizia questa pittura di Manet, giunta nel momento in cui aveva la sua parola da dire, e l’ha detta con penetrante originalità. (…) Non poteva sbocciare se non a Parigi, possiede l’esile grazia delle nostre donne pallide per il gas, è proprio la figlia dell’artista ostinato che amava la vita di società e si spossava per conquistarla. (É. Zola, 1884) Continua a leggere

KEITH HARING about art

“ A me interessa fare dell’arte che venga sperimentata ed esplorata dal più ampio numero possibile di individui, con altrettante diverse idee individuali su un certo lavoro senza nessun significato definito. Lo spettatore crea la realtà, il significato, il concetto alla base del pezzo. Io sono solo un intermediario che tenta di raccogliere delle idee.”
Keith Hering, Diari, 1978 Continua a leggere

Lettera a una ragazza in Turchia

“Mia ragazza di Turchia, tu ci sei nata e ci stai adesso in quel magnifico Paese dove i miei antenati per millenni hanno vissuto, combattuto, da dove noi siamo stati cacciati per sempre (…)
Allora, ecco. Ho scelto tre storie per te: quella di Hannah l’imprenditrice, determinata a non farsi abbattere da niente al mondo, e del suo successo negli Stati Uniti, quella di Iskuhi dalle gote di pesca, la mia misteriosa bisnonna, e infine quella della bella Noemi che portava capellini con la veletta e vestiti alla moda francese, e scomparve nel mare di Trebisonda: tre donne di Turchia, tre donne armene” Continua a leggere

Le otto montagne

“…pensai che tutte le montagne in qualche modo si somigliano, eppure non c’era niente, lì, a ricordarmi di me o di qualcuno a cui avevo voluto bene, ed era questo a fare la differenza. Il modo in cui un luogo custodiva la tua storia. Come riuscivi a rileggerla ogni volta che ci tornavi. Poteva esisterne solo una, di montagna così, nella vita, e in confronto a quella tutte le altre non erano che cime minori, perfino se si trattava dell’Himalaya”

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