Hikkikomori

All’inizio hikkikomori non è poi così male. Ma poi le cose cambiano; tutti i compagni di università cominciano a lavorare, si sposano, fanno progetti. Io mi sentivo come un criminale che avendo fatto un grande furto disertasse totalmente la vita. Uno stato di fuga. La solitudine mi faceva impazzire. Sentivo che volevo l’approccio con il mondo esterno ma non riuscivo più a uscire da quella stanza

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Ancora un giorno

Il mondo contempla il grande spettacolo di lotta e di morte che, oltretutto, non riesce assolutamente a immaginare, poiché il volto della guerra non è comunicabile. Nè con la penna, né a voce, né con la macchina da presa. La guerra è una realtà solo per chi sta conficcato tra le sue sporche, disgustose, sanguinolente interiora. Per gli altri è solo una pagina di un libro, un’immagine sullo schermo

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I tempi nuovi

«Chi sono questi?», si chiede Ghezzi. Intende: dove stanno durante il giorno, che lavoro fanno, come si comportano, con chi parlano? Che affari hanno? sembra un pezzo d’Italia che in giro non si vede, che non sta sui giornali, o nelle cronache, o in televisione. Gente coi soldi in tasca, tanti, tanti da buttarli in quel modo… Ci sono sempre stati? O sono gli squali dei tempi nuovi?

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